Clan Spada, Cioffredi: sentenza che rafforza fiducia in Stato

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Roma, 24 set. (askanews) - "La sentenza di condanna dei vertici del clan Spada è di straordinaria importanza perché riconosce il reato di associazione mafiosa e conferma il robusto impianto accusatorio della Direzione Distrettuale Antimafia e il lavoro prezioso della Squadra Mobile della Questura di Roma e del Nucleo Investigativo dell'Arma dei Carabinieri di Ostia con l'Operazione Eclisse del 25 gennaio del 2018. La sentenza della Terza Corte di Assise pronunciata oggi nell'aula bunker di Rebibbia segue quella pronunciata ad ottobre scorso per i tre esponenti del clan giudicati con il rito abbreviato nell'ambito dello stesso processo in cui per la prima volta al clan Spada è stato riconosciuto il 416 bis". Lo scrive in una nota Gianpiero Cioffredi, Presidente dell'Osservatorio per la Sicurezza e la Legalità della Regione Lazio.

"Una sentenza che rafforza la fiducia dei cittadini nello Stato e aggiunge un tassello significativo alla ricostruzione dello scenario criminale di Ostia, particolarmente inquietante per il numero dei gruppi criminali coinvolti e per gravità dei fatti commessi che vanno dagli omicidi alle estorsioni, dall'usura al traffico di droga. Un bel giorno per chi crede nella giustizia e nella legalità ma soprattutto per Federica Angeli, a cui riconfermiamo la nostra solidarietà, che ha saputo raccontare la pervasività degli affari illeciti del clan Spada, pagando un prezzo altissimo in termini di libertà e sicurezza personale. Adesso ognuno con le proprie responsabilità deve contribuire a scatenare una vera e propria ribellione civile della legalità, accompagnando il lavoro investigativo con azioni concrete di disboscamento di tutti quegli spazi di cui si alimenta il potere mafioso. Non sono più consentite prudenze, rimozioni e silenzi che spesso hanno accompagnato il dibattito pubblico sulla presenza delle mafie a Roma. E' proprio per questo che la Regione Lazio si è costituita parte civile nel processo ed è stata presente alla lettura della sentenza dalla parte delle vittime e degli investigatori", conclude.