"Classe dirigente FdI inaffidabile, Meloni non può diventare premier"

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Franco Cardini/Giorgia Meloni (Photo: Getty/Ansa)
Franco Cardini/Giorgia Meloni (Photo: Getty/Ansa)

Giorgia Meloni ”è bravissima, ma la sua classe dirigente e il suo staff sono, salvo eccezioni, poco affidabili. Diciamolo pure: è sprecata in quel partito!”. A parlare è lo storico Franco Cardini, un passato nel Movimento sociale italiano, intervistato da Repubblica sulle recenti vicende che hanno scosso Fratelli d’Italia dopo l’inchiesta di Fanpage trasmessa da PiazzaPulita. Immagini da cui emerge che l’eredità fascista non è stata, spiega Cardini, “né sufficientemente elaborata, né criticamente affrontata”.

L’effetto di questo è sulla crescita della leadership di Giorgia Meloni. “Temo che non possa diventare premier. All’indomani della sua vittoria alle politiche comparirebbe subito una svastica sulla sinagoga di Roma, l’Anpi e i centri sociali insorgerebbero, e a quel punto sarebbe costretta a fare un passo indietro. Giorgia mi ha scritto una mail per dirmi che però sottovaluto il suo partito”.

L’inchiesta mette nel mirino l’eurodeputato Carlo Fidanza, che si è autosospeso, ”è tutt’altro che uno sprovveduto. Il retroterra che rivela è piuttosto melmoso, del resto quel tipo di cultura è abbastanza diffusa in Fratelli d’Italia”. L’altra figura tirata in ballo è Roberto Jonghi Lavarini, il “Barone nero”: “Penso che se davvero Fratelli d’Italia dovesse andare al potere dovrebbe operare una scelta molto rigorosa: non so in che misura le sarà possibile” sottolinea Cardini, aggiungendo che “codesto signore non supererebbe un esame di primo corso sulla storia del fascismo”.

Alla domanda su quale destra emerga dalla vicenda milanese, Cardini risponde che “oggi i neofascisti sono netta minoranza in Fratelli d’Italia. Mi riferisco soprattutto agli elettori. I più sono ceto medio, operai e sottoproletari, gente che chiede a Meloni protezione: dall’invadenza della Ue, dalle tasse del governo e dalla globalizzazione”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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