Claudio Santamaria e Francesca Barra: “Ci siamo scannati”

Claudio Santamaria Francesca Barra

Ospiti del programma pomeridiano di Silvia Toffanin, Claudio Santamaria e Francesca Barra hanno raccontato come è nata la loro storia d’amore. Hanno poi svelato qualche retroscena della scrittura del loro primo libro durante la quale si sono “scontrati“.

Claudio Santamaria e Francesca Barra

Si sono conosciuti da ragazzini, quando lei aveva 11 anni e lui 16 nel paesino lucano in cui entrambi trascorrevano le vacanze. Da adulti si sono rincontrati a Roma, durante gli anni dell’università. E’ qui che hanno deciso di iniziare a frequentarsi, dandosi un primo appuntamento in un ristorante della Capitale.

Siamo rimasti a parlare fino alle 4, ci siamo seduti su un marciapiede vicino al Colosseo e lì qualcosa è successo. Da allora non ci siamo più lasciati“, spiega Francesca. I due hanno poi deciso di sposarsi in gran segreto a Las Vegas, per dirsi nuovamente sì lo scorso anno in Italia.

Hanno raccontato che la loro storia è stata anche oggetto di calunnie e accuse, in particolare da un funzionario della regione Basilicata. Quest’ultimo avrebbe più volte ironizzato sulla loro storia insinuando che una delle figlie di Francesca, avuta da una precedente relazione, fosse in realtà figlia di Claudio. “Affermazioni che hanno creato disagio per mio figlio maggiore e per la mia famiglia e per cui abbiamo deciso di aprire un processo“, chiarisce lei.

Il loro libro

I due giungono poi a parlare del loro libro, La giostra delle anime. Raccontano come sia stata un’occasione di “scontro” per le scelte da operare nei vari capitoli. “Ognuno ne scriveva uno e poi ci confrontavamo, ma ci siamo scannati“, spiega Claudio. Da questi scontri è però scaturita una grande creatività e i due sono fieri di ciò che ne è nato.

Il libro parla di un orfanotrofio bruciato in circostanze misteriose, che loro stessi hanno visitato. Al rogo sono sopravvissute soltanto due gemelle con dei poteri magici, e la loro nipote, che li ha ereditati, dovrà scegliere se usarli per compiere il bene o il male.