Il 2013 sarà l'anno più caldo degli ultimi dieci anni

Parlare del tempo è l'argomento più facile ed universale che si possa fare per iniziare una conversazione. Soprattutto, lamentarsi del fatto che "non esistono più le mezze stagioni", quelle che ti mettono in difficoltà davanti all'armadio e mostrano tutta la tua inadeguatezza nel vestirti per il clima adatto.
In realtà, oltre a non esserci più le mezze stagioni, pare che non ci siano più neanche le stagioni "intere". Così ci si ritrova in Sicilia a prendere la tintarella il 24 dicembre, godendosi temperature quasi primaverili: il termometro durante le feste natalizie ha segnato sull'isola ben 21°.

Le ultime previsioni meterologiche però parlano di un inverno - che arriverà intorno all'ultima decade  di gennaio - molto freddo, simile a quello del 2012, con neve anche a bassa quota e numerose perturbazioni. Un inverno in piena regola, cui seguirà una delle estati più torride degli ultimi anni. A rivelarlo è il Met Office, l'ufficio metereologico inglese, nel suo report dove dimostra che nel 2013 le temperature aumenteranno mediamente di 0,57°C.
Clima scottante e caldo record, con temperature mediamente più alte da 0,43 a 0,71°C rispetto alla media planetaria, pari a circa 14 gradi.

Previsioni allarmanti, anche se non è possibile omologarle per ogni continente del pianeta: lo spiega Massimiliano Pasqui, ricercatore dell'Istituto di metereologia del Cnr in un'intervista su Meteoweb.it: "La previsione è probabilistica, spalmata su tutto l’anno e su tutto il pianeta. Ma le singole zone del mondo hanno comportamenti propri", anche se "la tendenza planetaria è quella di annate sempre più calde e questo è un trend consolidato“.
Il caldo arriverà, certo, ma non sarà lo stesso per tutti, ci saranno zone più torride ed altre in cui si avvertirà di meno. Pasqui lo spiega con un esempio: "Tutti ci ricordiamo l’estate del 2003 come la più calda mai vissuta, ma a livello planetario il 2010 è stato ben più caldo del 2003“.

Per capire come andranno le cose in Italia, bisognerà aspettare almeno marzo, “nonostante l’esordio primaverile di questo 2013 - conclude il ricercatore -  con temperature massime superiori alla media essenzialmente a causa della presenza dell’anticiclone che ha portato masse d’aria miti dall’Atlantico e dal Nord Africa“.
In tutta questa variabilità climatica, l'unica costante rimane la responsabilità dell'uomo a tali cambiamenti: secondo i ricercatori del Met, infatti, le ragioni del surriscaldamento sono individuabili soprattutto nell'emissione di gas serra, prodotti dalla combustione di carburanti fossili, che hanno portato ad un veloce surriscaldamento dell'atmosfera, provocando di conseguenza l'innalzamento dei mari e gli eventi catastrofici che abbiamo conosciuto negli ultimi anni, come i tornadi, gli uragani e gli tsunami. Ma anche le piogge monsoniche e le alluvioni sempre più frequenti nel nostro Paese. 

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