Clima, al via la Cop25 i leader mondiali a Madrid

Nella foto i delegati

A Madrid tra paure e speranze parte la Cop25. Sono 196 i paesi, 197 includendo l’Unione Europea che partecipano in questi giorni al vertice delle Nazioni Unite sul clima. Gli “sforzi” compiti fino ad oggi sono stati definiti “insufficienti” dal segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres.

Al via la Cop25 a Madrid

Dopo gli scarsi risultati della Cop24 tenutasi lo scorso anno a Katowice, in Polonia. La comunità internazionale è tornata a parlare di clima a Madrid con la Cop25. “Il punto di non ritorno è sempre più vicino, la scelta è tra speranza e capitolazione”, con queste parole ha debuttato il segretario generale alla conferenza mondiale sul clima. “Vogliamo veramente passare alla storia come la generazione che si comportata come lo struzzo, mentre il mondo bruciava – ha continuato Guterres -. Gli ultimi dati appena pubblicati dall’Organizzazione meteorologica mondiale mostrano che i livelli di gas serra nell’atmosfera hanno raggiunto un nuovo record. I livelli globali medi di anidride carbonica hanno raggiunto 407,8 parti per milione nel 2018. Non molto tempo fa, 400 parti per milione erano viste come una svolta impensabile. L’ultima volta che si è verificata una concentrazione di CO2 comparabile è stata tra 3 e 5 milioni di anni fa, quando la temperatura era tra 2 e 3 gradi Celsius più calda e il livello del mare era da 10 a 20 metri più alto di oggi”.

Il pressing dei giovani si fa sentire pesantemente sulla Cop25, soprattutto dopo il quarto sciopero globale per il clima, anche Greta Thunberg è attesa a Madrid. Gli Stati Uniti hanno mandato una delegazione, malgrado il ritiro deciso dal presidente Donald Trump dall’accordo di Parigi del 2015. La presidente della camera Usa Nancy Pelosi è a Madrid: “Ci siamo ancora. Abbiamo una responsabilità morale nei confronti delle generazioni future. Anche il Ministro dell’ambiente italiano Sergio Costa ha fatto sapere tramite twitter che: “L‘Italia è in prima fila alla Cop25 di Madrid”.

Il 2019 tra gli anni più caldi

“Gli ultimi cinque anni sono stati i più caldi mai registrati. Le conseguenze si stanno già avvertendo sotto forma di eventi meteorologici più estremi e catastrofi associate, dagli uragani alla siccità, dalle inondazioni agli incendi. Le calotte polari si stanno sciogliendo” ha ammonito Antonio Guterres. Per mantenere i cambiamenti climatici entro limiti gestibili. i Paesi dovrebbero limitare l’aumento della temperatura globale a 1,5 gradi, raggiungere la neutralità del carbonio entro il 2050 e ridurre le emissioni di gas serra del 45% rispetto ai livelli del 2010 entro il 2030. “Ciò che manca ancora è la volontà politica” è sicuro Guterres che ha comunque mantenuto aperta la “speranza”. Entro il prossimo anno dovranno essere presentati i nuovi piani nazionali di azione sul clima, Antonio Guterres si aspetta che siano ambiziosi per poter raggiungere gli obiettivi sulle temperature previsti dall’accordo di Parigi.