Clima, alla pre-Cop26 di Milano gli attivisti passano dalle proteste alle proposte

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Insegna della conferenza Youth4 Climate a Milano

di Stephen Jewkes e Gavin Jones

MILANO (Reuters) - I giovani attivisti che hanno lottato affinché la questione del cambiamento climatico diventasse prioritaria a livello globale tra i punti all'ordine del giorno, sono stati chiamati ad aiutare a trovare delle soluzioni in vista della conferenza sul clima delle Nazioni Unite Cop26.

Questa settimana migliaia di giovani, tra cui Greta Thunberg, convergeranno a Milano, e quasi 400 provenienti da circa 190 Paesi incontreranno diverse figure politiche, da remoto o in presenza, per elaborare proposte che puntano a contrastare il riscaldamento globale.

I timori di un peggioramento del fenomeno si sono accresciuti in seguito al dossier Onu pubblicato ad agosto, che ha avvertito che la situazione è pericolosamente vicina dal diventare fuori controllo e che il mondo dovrà affrontare ancora per anni nuovi problemi legati al clima.

"Questi giovani hanno accettato la sfida: smettere di protestare e iniziare a proporre", ha detto Roberto Cingolani, ministro della Transizione ecologica, in un podcast di Reuters Breakingviews.

Le loro proposte verranno esaminate dai ministri che si occupano di clima ed energia anch'essi presenti a Milano per l'incontro che precede la COP26, e le migliori verranno inoltrate per essere discusse al vertice che si terrà a Glasgow, in Scozia.

"Questa giovane generazione di attivisti ha cambiato le politiche" ha detto a Reuters Nigel Topping, Alto rappresentante per il governo britannico per la Cop26, facendo riferimento alle promesse di ridurre le emissioni di carbonio fatte da alcuni Paesi già prima della conferenza Onu sul clima, ospitata congiuntamente da Gran Bretagna e Italia.

Gli incontri si terranno in un momento in cui si teme che l'aumento dei prezzi dell'energia sui mercati di tutto il mondo possa far storcere il naso nei confronti delle riforme per la salvaguardia del clima.

"Sono una voce molto importante ed è importante che quella voce si concentri, perché dire solamente 'dovete fare di più' è utile fino a un certo punto", ha aggiunto Topping nel corso di un'intervista.

'I SOLDI PARLANO'

Nel corso della pre-Cop26, che inizierà giovedì dopo l'incontro Youth4Climate, circa 50 ministri per il Clima parleranno dei possibili ostacoli in vista di Glasgow, come ad esempio i diversi punti di vista in merito al ritmo della transizione e a chi spetti pagare passaggio a misure più sostenibili.

Se le promesse fatte da Stati Uniti e Cina relative ai finanziamenti e all'impiego di nuove energie hanno dato una spinta di incoraggiamento ai negoziatori, molti Paesi del G20, tra cui quelli più inquinanti come Cina e India, devono ancora fornire aggiornamenti sui piani di azione per il breve periodo.

"La questione è all'ordine del giorno e potrebbe gettare un'ombra sul vertice", ha detto a Reuters una fonte coinvolta nei colloqui che si terranno a Milano.

Gli attivisti per il clima chiedono che i decisori politici facciano corrispondere a parole fatti e sborsino i miliardi di dollari necessari a liberare il mondo dai combustibili fossili, a favore di un'energia più pulita in un anno che ha visto ondate di calore, alluvioni e incendi record.

"I soldi parlano e se i Paesi ricchi non ristruttureranno il debito per i Paesi più poveri e non si impegneranno a destinare 500 miliardi di dollari per iniziative climatiche dal 2020-2024, non ha senso perdere tempo a tenere questi incontri", ha detto Oscar Soria, della rete di attivismo Avaaz.

Sebbene da Milano non si attendano numeri concreti, i segnali politici e il programma degli attivisti imposteranno i toni per Glasgow, secondo fonti coinvolte nei colloqui.

I Paesi più ricchi che hanno promesso da un decennio di mobilitare 100 miliardi di dollari l'anno per aiutare i Paesi più vulnerabili ad adattarsi e compiere la transizione verso energie più pulite, sono ancora lontani dal raggiungere gli obiettivi per il 2020.

(Tradotto in redazione a Danzica da Michela Piersimoni, in redazione a Roma Stefano Bernabei)

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