Clima, Coldiretti: con innalzamento mare campi bruciati da sale

Red/Gtu

Roma, 20 ago. (askanews) - Con l'innalzamento dei livelli del mare l'acqua salata penetra nell'entroterra e brucia le coltivazioni nei campi e costringe all'abbandono l'attività agricola. L'avvertimento arriva dalla Coldiretti nel commentare lo studio diffuso dall'Ingv (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia) sul futuro del Mediterraneo il cui livello crescerà di 20 centimetri entro il 2050 con punte di 82 centimetri nella zona della laguna di Venezia.

"Uno scenario - sottolinea Coldiretti - più che preoccupante per l'economia agricola di buona parte d'Italia compresa la valle del Po dove si concentra il 35% della produzione agricola nazionale, fra pomodoro da salsa, frutta, verdura e grano, oltre ad allevamenti da latte e produzione di formaggi. La risalita del cuneo salino, ossia l'infiltrazione di acqua salata lungo i corsi dei fiumi, rende inutilizzabili le risorse idriche e gli stessi terreni agricoli".

Ed è "uno scenario già in atto che - continua Coldiretti - aggrava le perdite provocate dai cambiamenti climatici all'agricoltura italiana pari a 14 miliardi di euro negli ultimi dieci anni per i danni provocati alle coltivazioni e alle strutture dagli eventi estremi causati dalla tendenza alla tropicalizzazione". "La tendenza - ricorda Coldiretti - confermata da una estate 2019 che sale fino ad ora in Italia sul podio delle più bollenti dal 1800, piazzandosi al terzo posto per effetto di un mese di luglio con 2 gradi in più rispetto alla media storica mentre giugno aveva fatto registrare una temperatura superiore di 3,3 gradi rispetto alla media". (Segue)