Clima, Copernicus: in Europa temperature gennaio vicine alla media

Red
·3 minuto per la lettura
Image from askanews web site
Image from askanews web site

Roma, 9 feb. (askanews) - A livello globale, con riferimento alla temperatura dell'aria in superficie, il mese di gennaio 2021 è stato il sesto più caldo registrato, insieme al 2018 con temperature di 0.24°C sopra la media del periodo 1991-2020 (e di 0.43°C sopra la media del periodo 1981-2010).

In alcune parti del Nord America, della Groenlandia e dell'Oceano Artico, le temperature sono state molto al di sopra della media, mentre la Siberia ha registrato temperature molto più fredde della media.

L'Europa nel suo insieme ha registrato temperature vicine alla media del 1991-2020, con temperature più basse della media a ovest e a nord, in particolare in Norvegia meridionale e nella parte centrale della Svezia, e più calde della media nel sud-est.

È quanto emerge dal Bollettino climatico relativo al mese di gennaio pubblicato dal Copernicus Climate Change Service (C3S), implementato dal Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio raggio da parte della Commissione Europea, che riporta i cambiamenti osservati nella temperatura globale dell'aria in superficie, della copertura di ghiaccio e delle variabili idrologiche. Tutti i risultati si basano sulle analisi meteorologiche generate da modelli numerici di previsione meteorologica utilizzando miliardi di misurazioni provenienti da satelliti, navi, aerei e stazioni meteo dislocate in tutto il mondo.

C3S ha seguito la raccomandazione dell'Organizzazione Meteorologica Mondiale (OMM) di utilizzare il periodo di 30 anni più recente per il calcolo delle medie climatologiche e per questo motivo utilizzerà il periodo di riferimento 1991-2020 per i bollettini climatici C3S. Questo mese - spiega C3S in una nota - segna la transizione al nuovo periodo di riferimento; tuttavia, sia i dati del nuovo periodo che di quello precedente (1981-2010) vengono riportati per questione di trasparenza.

Sebbene questo cambiamento non influenzi le classifiche assolute - il mese di gennaio più caldo fino ad oggi secondo ERA5 è quello del 2020 - influisce sulle dichiarazioni relative al fatto che un dato sia superiore o inferiore alla media e di quanto. Ad esempio, gennaio 2021 è stato di 0.24°C al di sopra del periodo di riferimento 1991-2020, ma di 0.43°C al di sopra del periodo 1981-2010. Il cambiamento del periodo di riferimento recente non influisce sulla differenza del clima osservato rispetto al valore di riferimento pre-industriale, che rappresenta l'obiettivo di 1.5°C dell'Accordo di Parigi.

In linea con la tendenza generale al rialzo delle temperature nel mondo dovuta al riscaldamento globale, il periodo di riferimento 1991-2020 è più caldo del periodo 1981-2010 sia per quanto riguarda il numero di mesi che quello delle regioni. Questo significa che nelle serie temporali la transizione da valori sotto la media a valori sopra la media avverrà più tardi per il nuovo periodo di riferimento. Significa anche che le mappe delle anomalie mostreranno generalmente più regioni con anomalie inferiori alla media e anomalie minori sopra la media. Tuttavia, poiché le differenze tra i periodi sono minori rispetto alla variabilità regionale, queste differenze non saranno immediatamente evidenti nelle mappe delle anomalie mensili.

"La differenza tra i due periodi deriva principalmente da una combinazione di possibili tendenze relative al cambiamento climatico e alla variabilità climatica su scale temporali diverse, inclusi fattori di breve durata, come eruzioni vulcaniche ed eventi climatici episodici ricorrenti come El Niño e La Niña", spiega Freja Vamborg, Senior Scientist presso Copernicus Climate Change Service. "Per garantire la trasparenza agli utenti che utilizzano i nostri dati, forniremo i nostri risultati principali, oltre a grafici e dati correlati, in relazione sia al vecchio che al nuovo periodo di riferimento durante una fase di transizione della durata di almeno quattro mesi".