Clima, Eurispes: un terzo italiani non vuole cambiare abitudini

Red/Gtu

Roma, 30 gen. (askanews) - Di fronte ai cambiamenti climatici un terzo degli italiani non è disposto a cambiare abitudini o crede che non serva o che sia un problema troppo grande, eppure più di un quarto degli italiani (26,6%) considera il riscaldamento globale il problema più urgente relativo all'ambiente. Lo rivela il Rapporto Italia 2020 dell'Eurispes.

La temperatura globale è aumentata di 0,8 gradi celsius e, se la situazione non dovesse cambiare, si potrebbe registrare una crescita di 1,5 gradi centigradi tra il 2030 e il 2052. Se il riscaldamento globale non si arresterà, nel 2100 il Pil mondiale subirà una variazione negativa del 23%.

Tuttavia, l'alzamento delle temperature non influenzerà tutto il mondo allo stesso modo: l'economia dei Paesi freddi come Svezia, Norvegia e Canada, sta registrando aumenti del Pil pro capite dal 25 al 34%. L'Italia è tra i paesi più vulnerabili: i cambiamenti climatici ridurranno il Pil pro capite italiano dello 0,89% nel 2030, del 2,5% nel 2050 e del 7% nel 2100. Più di un quarto degli italiani (26,6%) considera il riscaldamento globale il problema più urgente relativo all'ambiente. Seguono: gestione dei rifiuti (20,7%), inquinamento atmosferico (16,4%), dissesto idrogeologico (11,3%) e problema energetico (11,2%). A giudicare più urgente una soluzione al riscaldamento globale sono i giovani tra i 18 e i 24 anni (34,3%), più del doppio rispetto agli over 65 (16,1%).(Segue)