Clima, Johnson: "Cop26 sarà difficile, ma possiamo farcela"

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"Abbiamo l'opportunità e il dovere di fare di questo summit il momento in cui l'umanità ha iniziato, e sottolineo iniziato, a disinnescare la bomba" del riscaldamento globale. Lo dice il primo ministro britannico Boris Johnson, aprendo la conferenza dei leaders alla Cop26 di Glasgow, in Scozia. "Sarà difficile, ma possiamo farlo. Mettiamoci al lavoro, con tutta l'immaginazione e la creatività che abbiamo", afferma.

"Le persone che ci giudicheranno sono i bambini che non sono ancora nati. Se falliamo, non ci perdoneranno. Ci giudicheranno con un'amarezza e un risentimento che eclisseranno quelli degli attivisti per il clima di oggi. E avranno ragione", ha detto ancora. "La metà della popolazione mondiale ha meno di 30 anni - ha aggiunto - l'età media di questo conclave è di 60 anni. E' mia ferma intenzione essere vivo nel 2060: avrò appena 94 anni, anche se non sarò più a Downing Street. Ma chi lo sa....".

"Anche se questa conferenza terminerà con impegni vincolanti per un'azione globale decisiva, tra due settimane le ciminiere continueranno a fumare nelle aree industriali. E le vacche al pascolo continueranno a ruttare, anche se alcuni scienziati neozelandesi stanno insegnando loro ad essere più educate. Nessuna conferenza potrà cambiarlo. Ma, anche se la Cop26 non potrà essere la fine del cambiamento climatico, può e deve marcare l'inizio della fine", ha aggiunto.

"Noi in questa stanza potremmo mettere sul piatto centinaia di miliardi" per combattere il cambiamento climatico, "non c'è dubbio. Ma il mercato ha centinaia di bilioni: il nostro compito ora è lavorare insieme per decarbonizzare. E' stato il settore privato che ha consentito al Regno Unito di mettere fine alla dipendenza dal carbone, diventando l'Arabia Saudita del vento. Abbiamo la tecnologia, abbiamo la finanza: la domanda per tutti noi è se abbiamo la volontà" di affrontare la transizione climatica, ha detto ancora il primo ministro britannico secondo il quale "più aspettiamo ad agire" contro il riscaldamento globale "peggio sarà e più alto sarà il prezzo che dovremo pagare quando, alla fine, saremo costretti ad agire. Perché l'umanità ha esaurito il tempo a sua disposizione" per contrastare il cambiamento climatico.

"Possiamo piantare centinaia di milioni di alberi, un bilione, non è tecnologicamente difficile, per contrastare e invertire la tendenza alla deforestazione entro il 2030 - ha continuato - possiamo terminare gradualmente l'utilizzo del motore a scoppio con carburanti fossili entro i 2035: il Regno Unito porrà fine alle vendite nel 2030. Possiamo terminare l'utilizzo delle centrali elettriche a carbone: possiamo farlo entro il 2040 per il mondo in via di sviluppo ed entro il 2030 per le nazioni più ricche", ha affermato.

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