Clima, Mercalli: la montagna sentinella e rifugio del futuro

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Milano, 2 set. (askanews) – “La montagna è una vera e propria sentinella climatica: alcuni processi sono infatti anticipati, più visibili rispetto a delle zone di pianure o urbane, dove viviamo in un bozzolo artificiale e percepiamo meno i cambiamenti. Pensiamo ad esempio alla neve o al ghiaccio: in montagna ci sono degli ambienti estremamenti fragili dove una piccola variazione di temperatura può provocare un cambiamento di paesaggio inequivocabile. Sulle Alpi nell’ultimo secolo abbiamo perso il 60% del patrimonio glaciale”.

A ricordarlo è il climatologo, divulgatore scientifico e scrittore Luca Mercalli, intervenuto in occasione del Mountain Future Festival, l’appuntamento dedicato al futuro della montagna che si è svolto nei giorni scorsi nel territorio di Dolomiti Paganella. L’evento, un laboratorio di idee per riflettere, confrontarsi e apprezzare la ricchezza e la bellezza delle alte quote, ha avuto come obiettivo proprio quello di delineare il futuro e la vita dell uomo nel rispetto del contesto naturalistico nel quale vive e dei suoi delicati ecosistemi.

“Abbiamo circa 10 anni per evitare lo scenario climatico peggiore: quello in cui l’umanità non farà niente per ridurre le emissioni di gas effetto serra e che ci potrebbe portare, entro la fine di questo secolo, ad un aumento di temperatura dell ordine di 5 gradi. Sarebbe un cambiamento troppo rapido e troppo rilevante perchè l’umanità possa adattarsi”, ha spiegato.

La montagna però non è solo sentinella, ma anche rifugio. “Tra Alpi e Appennini in Italia abbiamo tanta montagna che ospita una grande quantità di borgate abbandonate che possono essere recuperate e ri-abitate, nella prospettiva di dare un’alternativa a chi oggi vive in pianura e nelle grandi città, sempre più invivibili in estate per via delle alte temperature”, ha sottolineato, “Anche con il telelavoro, tante persone potrebbero avere una vita più gradevole e più resiliente sulle terre alte. La montagna offre quindi l’opportunità di riflettere e immaginare un futuro possibile e che dia una via d’uscita, nonostante i cambiamenti climatici in atto”.

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