Clima, a Milano 400 giovani con Greta: da leader 30 anni di bla bla

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Image from askanews web site
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Milano, 28 set. (askanews) - Ci sono ragazze e ragazzi, come i delegati di Haiti o delle isole del Pacifico, che stanno già vivendo sulla propria pelle le conseguenze del cambiamento climatico tra i 400 giovani da tutto il mondo che da stamani sono riuniti a Milano con Greta Thunberg per Youth4Climate. Si tratta della tre giorni di incontri di giovani tra i 15 e i 29 anni, provenienti dai Paesi membri della Convenzione dell'Onu sui cambiamenti climatici, chiamati a mettersi d'accordo su un documento che verrà consegnato ai politici attesi, sempre a Milano, l'1 e il 2 ottobre per la pre-Cop26.

A proporre all'Onu di inserire questo evento all'interno del calendario della Cop26, in programma a novembre a Glasgow (Regno Unito), è stata l'Italia con l'obiettivo di chiedere ai giovani di tutto il mondo di passare dalla protesta alla proposta. "Naturalmente ci serve un dialogo costruttivo, però sono 30 anni che sentiamo bla bla bla" ha scandito Greta, strigliando i politici dal palco. "Invertire la tendenza" in materia di clima, ha aggiunto l'attivista svedese, "è ancora possibile", ma non seguendo la direzione indicata dai leader al potere che stano portando il mondo nel 2021 "all'innalzamento più alto di tutti i temi" di emissioni.

La carta negoziale sui cambiamenti climatici in discussione affronta quattro tematiche: ambizione climatica, ripresa sostenibile, coinvolgimento dei soggetti non statali, una società più consapevole delle sfide climatiche. "Questi ragazzi rappresentano una comunità immensa, saranno i futuri decisori, avranno due giorni per fare proposte. Questi tavoli lavoreranno in discussione continua e dovranno portare proposte che saranno selezionate e portate al Cop 26. È la prima volta che si fa un esperimento di Governo dei Giovani" ha osservato il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani. Il 30 settembre i ragazzi incontreranno capi di Stato e ministri, in un evento nel quale saranno presenti anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e i premier Mario Draghi e Boris Johnson.

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