Clima, nel 2019 in Italia 157 eventi estremi e 42 morti maltempo -2-

Red/Sav

Roma, 30 dic. (askanews) - Dati e numeri, dice Legambiente, 'ancora una volta dimostrano l'urgenza di intervenire per ridurre le emissioni di gas serra, che sono la causa dei cambiamenti climatici, e per limitare gli impatti nei territori e i rischi per la vita e la salute delle persone. A palar chiaro sono anche le immagini delle tante città italiane messe in ginocchio quest'anno dal clima 'pazzo' come ad esempio Venezia più volte sommersa dall'acqua alta, Matera, colpita nei mesi scorsi da intense piogge, oppure centri urbani come Fiumicino e Alvito (Frosinone) dove si sono abbattute violente trombe d'aria£.

Per questo l'associazione ambientalista lancia un nuovo appello al Governo, 'affinché il nuovo anno si apra con azioni davvero concrete per il clima a partire dal piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici di cui l'Italia è ancora sprovvista. Inoltre nei prossimi anni sarà fondamentale continuare una mobilitazione che parta dal basso per sollecitare l'Europa, con il pieno sostegno dell'Italia, a rivedere - prima del Summit sul Clima, convocato dal Segretario Generale dell'ONU Guterres per il prossimo settembre 2019 a New York - il suo obiettivo al 2030 ed andando ben oltre il 55% di riduzione delle emissioni. In questo modo l'Europa potrà essere davvero il pilastro di una forte e sempre più larga Coalizione degli Ambiziosi in grado finalmente di tradurre in azione l'Accordo di Parigi'.

"L'adattamento al clima rappresenta la grande sfida del tempo in cui viviamo', commenta Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente: 'I dati dell'osservatorio rendono evidente la diffusione e la dimensione degli impatti dei fenomeni meteorologici estremi nel territorio italiano, resi ancor più drammatici dal dissesto idrogeologico, da scelte urbanistiche sbagliate e dall'abusivismo edilizio. Proprio per questo il Paese ha bisogno di cambiare strada, ridefinendo le priorità e individuando le risorse necessarie. Il 2020 deve essere l'anno in cui si approva finalmente un piano nazionale di adattamento al clima, come hanno fatto gli altri Paesi europei, in modo da intervenire nelle aree più a rischio e coordinare le politiche di riduzione del rischio sul territorio, oggi disperse tra programmi e cantieri spesso inutili. Occorre dar avvio ad interventi rapidi e politiche di adattamento a partire dai grandi centri urbani, che sono le aree più a rischio come raccontano i dati dell'osservatorio. Non esistono più alibi o scuse per rimanere fermi: disponiamo delle competenze e delle soluzioni progettuali per aiutare i territori e le città ad adattarsi ai cambiamenti climatici e mettere in sicurezza le persone".

(Segue)