Clima pessimo

Angela Mauro
COnsiglio Ue

Fresco di approvazione in Commissione europea, presentato in pompa magna da Ursula von der Leyen ieri all’Europarlamento, il Green deal rischia di non passare al suo primo test dai capi di Stato e di governo. Oggi la presidente della Commissione europea presenta anche al Consiglio europeo il suo piano per fare dell’Europa un continente a emissione zero nel 2050, cifra della nuova legislatura dell’Ue. Ma qui all’Europa building, dove i leader si riuniscono, il clima è pessimo. Tre paesi dell’est, Polonia, Ungheria e Repubblica Ceca sono sul piede di guerra. Anche sul nucleare, dove sono in compagnia di Emmanuel Macron, presidente della nazione più dipendente da questa fonte di energia nel mondo. “Può far parte del mix”, insiste Emmanuel Macron, interessato a inserire l’energia atomica tra le fonti ‘verdi’. E anche Giuseppe Conte, sostenitore del Green deal, arriva con il suo elenco di richieste: utilizzo dei fondi Ue per la riconversione dell’Ilva, scorporo degli investimenti verdi dal calcolo del deficit.

A mezzanotte, si profila il cosiddetto ‘opting out’. Vale a dire la possibilità che uno o due paesi (dell’est) si dichiarino - con un apposito testo - non pronti per aderire alla sfida sul 2050, gli altri invece vanno avanti. Ci si rivede tra qualche mese, presumibilmente giugno, per affrontare il problema.

Eppure questo è il primo consiglio europeo presieduto da Charles Michel, ex premier belga che ha tutto l’interesse a un battesimo in positivo. “I cambiamenti climatici sono la priorità numero uno” del vertice di oggi, dice Michel al suo arrivo all’Europa building, ”spero ci sia un accordo”. Angela Merkel ci tiene a chiarire subito che “la Germania sostiene le idee di von der Leyen” sul Green Deal. Iniezioni di positività che si mostrano insufficienti a garantire una fumata bianca.

Michel ha preparato una ‘cauta’ bozza di conclusioni del vertice che “prende nota” delle proposte della Commissione sul...

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