Clima: protestano con gli sci a Davos quattro alpisti italiani

Gci

Roma, 11 gen. (askanews) - Partiranno da Sondrio e attraverseranno le Alpi in assetto self-sufficency a impatto zero per protestare contro chi pratica il greenwashing e parla di sostenibilità nel cuore di un ecosistema che viene distrutto a scopo di lucro. E' quello che faranno quattro alpinisti italiani che percorreranno 80km e 3.500 metri di dislivello (fino a raggiungere i 3.000 metri di altitudine) in soli 3 giorni con gli sci ai piedi. Il rigido inverno alpino non spaventa i quattro che martedì 21 gennaio 2020 partiranno da Sondrio diretti a Davos, nel cuore delle Alpi Svizzere, per protestare contro la crisi climatica e la pratica del greenwashig e chiedere a gran voce che siano applicati dei modelli di business più etici e sostenibili. Ad "attendere" Giovanni, Luca, Michele e Marco ci sarà la comunità del World Economic Forum, che ogni anno si ritrova in Svizzera per "coinvolgere i principali leader mondiali in attività di collaborazione per dare forma alle agende globali, regionali e industriali".

"Vogliamo scrivere questa nuova storia che inizia con quattro scialpinisti che arrivano a Davos passando dalle montagne, con i loro sci e gli zaini, mentre i leader di tutto il mondo scenderanno dalle scalette dei loro jet per parlare di sostenibilità ed equità", dichiara Giovanni Montagnani, portavoce del progetto, Ingegnere con un Dottorato al Politecnico di Milano, una bimba di 1 anno e mezzo e fondatore del collettivo di divulgazione CrowdForest. "Abbiamo scelto di partire da Sondrio, pur essendo tutti originari del varesotto, per avvicinarci ancora di più alle comunità alpine, le prime a risentire del cambiamento climatico. Con questa spedizione vogliamo dare visibilità a tutti quei movimenti ambientalisti che stanno lottando per far sentire la propria voce, come Fridays For Future e Exctintion Rebellion, perché siamo fermamente convinti che solo collettivamente sia possibile segnare un cambiamento. Gli scettici possono stare tranquilli, i veicoli su cui viaggeremo sono full-electric e le emissioni per questo spostamento sono minime", conclude Montagnani.