Climatologo Fazzini: valanghe più pericolose di incidenti stradali

Cro-Mpd

Roma, 31 dic. (askanews) - "L'incidente da valanga uccide mediamente il 60-70% delle persone coinvolte nell'evento, mentre l'incidente d'auto causa il decesso solamente del 4% dei coinvolti. Basta questa triste evidenza a far comprendere quanto le valanghe siano rischiose per chi frequenta l'ambiente montano innevato per vacanza o sport". Lo ha affermato Massimiliano Fazzini, Responsabile del Gruppo Rischio Climatico della Società Italiana di Geologia Ambientale (SIGEA), geologo, docente dell'Università di Camerino, ricordando che "dall'inizio della stagione invernale 2019-2020, gli incidenti da valanga si sono rivelati più numerosi della media e allo stato attuale purtroppo, si contano già 14 decessi - contro una media riferita all'intera stagione di circa 20 - e un numero più che doppio di travolti salvati anche se pluri - traumatizzati. I nefasti e ripetuti eventi verificatisi durante le festività natalizie dapprima sul versante teramano del massiccio del Gran Sasso d'Italia, quindi sul Monte Terminillo poi nell'alta val Senales e gli ultimi sulle Dolomiti del Brenta e sul Ruitor derivano da una concomitanza di più fattori meteorologici e umani".

"Fattori comunque - osserva - circoscritti ad ambienti fisici sommitali e non certo tipici di frequentazione montana di massa, quali possono essere le aree sciistiche maggiormente frequentate, soprattutto in ambito appenninico. In primis occorre ancora una volta evidenziare che ovunque ci sia presenza di neve al suolo, il pericolo di distacco di masse nevose più o meno estese esiste sempre, per lo meno sui pendii caratterizzati da pendenze superiori ai 25 gradi".

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