Clonato sito ticket concerti online: truffati in centinaia

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Roma, 6 giu. (askanews) - Dopo il grande concerto "Modena Park" del 2017 Vasco Rossi torna negli stadi italiani, lanno successivo, con il tour "Non stop live 2018", registrando numeri da record: 10 tappe per un totale di 455.000 spettatori.

Per molti fans per gli eventi del tour hanno riservato una terribile sorpresa. Dopo mesi di attesa, infatti, hanno scoperto che non vi era alcuna biglietteria dove poter ritirare il ticket acquistato molto tempo prima su internet.

Sono circa 1400 le vittime che, indotte in errore dalla denominazione dei siti, hanno creduto di trovarsi sul sito ufficiale gestito dalla Best Union Company S.p.A., societ bolognese titolare del sito internet vivaticket.it, quando hanno effettuato il pagamento (come indicato dal sito) del ticket. Il giorno del concerto, avendo nel frattempo ricevuto, tramite corriere, il "qrcode" da presentare in biglietteria per il ritiro, realizzavano, con loro grande delusione, che presso i varchi non vi era alcuna biglietteria e che il codice in loro possesso non era valido.

La Best Union Company S.p.A., unica societ autorizzata a vendere i biglietti per il concerto dellartista di Zocca, a seguito delle centinaia di segnalazioni di utenti truffati, ha denunciato quanto accaduto alla Polizia Postale e delle Comunicazioni di Bologna che ha avviato unarticolata attivit di indagine a seguito della quale gli investigatori hanno successivamente individuato otto siti "cloni", creati ad hoc per richiamare laspetto grafico di quello ufficiale, sui quali era stato illecitamente pubblicizzato il marchio registrato "Vivaticket".

Il numero delle vittime, limporto corrisposto per i biglietti, lammontare delle somme movimentate tra i complici della truffa, fanno ritenere che i proventi delittuosi per la sola frode dei falsi accessi ai concerti del tour "Non stop live 2018" si attestino su una cifra ben superiore ai 500.000 euro.

Lattivit investigativa, coordinata dal Sost. Proc. della Procura della Repubblica di Bologna Dott. Luca Alfredo Davide Venturi, ha consentito di rilevare come i siti internet, le sim telefoniche ed i conti correnti utilizzati per ricevere i pagamenti delle false prenotazioni per i concerti, fossero intestati a dei "prestanome": un sessantunenne di Albignasego (PD) ed un quarantatreenne moldavo regolarmente residente a Fontaniva (PD) titolare di una societ milanese di carpenteria. Liscrizione nel registro delle imprese risultava indispensabile ai truffatori per poter ottenere la convenzione con i circuiti di pagamento con carte di credito. Allo scopo di evitare ad altri ignari fans di cadere nella medesima truffa ed interrompere lattivit criminosa, con un provvedimento di sequestro preventivo, richiesto urgentemente dalla Procura della Repubblica di Bologna al G.I.P. presso il Tribunale di Bologna, sono stati oscurati gli otto siti clone: privatetickets.it, privatetickets.eu, vivaticket.eu, vascorossi.co, privateticket.eu, vivatickets.eu, privateticket.it e nonstoptickets.eu.

La Procura della Repubblica di Bologna ha altres emesso provvedimenti di perquisizione personale, domiciliare ed informatica nei confronti dei due "prestanome" nel corso delle quali risultava possibile individuare un ulteriore indagato: un quarantenne di Sandrigo (VI) che era in contatto costante con i reali ideatori, organizzatori e principali beneficiari della truffa mediante la piattaforma di messaggistica skype. I tre indagati veneti risultavano gravati da precedenti di polizia per "reati contro il patrimonio".

Lattivit investigativa, eseguita mediante lanalisi delle connessioni telematiche ai conti correnti utilizzati dai malviventi, ha consentito di rilevare come le utenze mobili utilizzate agganciassero "celle" del territorio sardo. Al fine di preservare lanonimato, i malviventi, dopo vari trasferimenti di denaro da un conto corrente allaltro, riciclavano il provento dellattivit delittuosa in criptovaluta Bitcoin.

Lanalisi dei flussi finanziari e le evidenze probatorie raccolte dagli inquirenti hanno consentito di identificare in due giovani insospettabili professionisti della provincia di Sassari gli ideatori del progetto criminale.

Nel marzo scorso, Il Compartimento di Polizia Postale e delle Comunicazioni di Bologna, coadiuvato dallomologo Compartimento di Cagliari, ha eseguito sul territorio sardo, sulla base di ulteriori decreti emessi della Procura della Repubblica di Bologna, due perquisizioni a carico dei vertici dellorganizzazione.

Nella circostanza sono stati sequestrati agli indagati sardi un tablet ed alcune sim card, due delle quali particolarmente importanti per le indagini. Le due schede risultavano, infatti, aver "sollecitato", negli stessi momenti, le medesime celle del territorio nazionale a cui si connettevano le sim dati utilizzate per le frodi, a riprova che i due indagati avevano avuto nella loro disponibilit anche queste ultime e quindi delle loro responsabilit quali ideatori del progetto criminale.

I delitti contestati agli indagati, allo stato sei, sono lassociazione per delinquere, sostituzione di persona, turbativa della libert dellindustria e del commercio, contraffazione del marchio, indebito utilizzo di carte di credito e truffa continuata.