Cluster all’Umberto I di Roma nel reparto Trapianti: "Servono terze dosi per infermieri e fragili"

·1 minuto per la lettura
- (Photo: PatrikSlezak via Getty Images/iStockphoto)
- (Photo: PatrikSlezak via Getty Images/iStockphoto)

Focolaio di Covid nel reparto Trapianti e dialisi del Policlinico Umberto I di Roma: nove contagiati tra soggetti vaccinati, di cui quattro infermieri e cinque pazienti. Il contagio, riporta l’edizione romana di Repubblica, sarebbe partito da un operatore sanitario.

Sulle pagine del quotidiano il dottor Alberto Deales, direttore sanitario del Policlinico Umberto I, rassicura sulle condizioni dei contagiati:

“Clinicamente tutti i positivi stanno bene, hanno immediatamente cominciato la terapia e non mostrano una sintomatologia grave”.

Il reparto Trapianti e dialisi è uno dei più delicati, frequentato da pazienti fragili. Com’è stato possibile che il virus entrasse? Il dottor Deales spiega:

“La dialisi prevede una lunga permanenza nella stessa stanza di operatore sanitario e paziente. Non credo ci sia stata disattenzione da parte dell’infermiere, anche con le protezioni il virus può trovare un pertugio dove insinuarsi”.

Ecco, dunque, che la variante Delta - più contagiosa - può riuscire ad evadere i dispositivi di protezione individuale e a schivare gli anticorpi della vaccinazione, soprattutto se questa è stata effettuata da diversi mesi.

In particolare, i componenti del personale sanitario sono stati i primi ad essere vaccinati a partire dal Vax Day di dicembre 2020, che aveva dato il via alla campagna vaccinale europea. Stesso discorso vale per i pazienti fragili. Entrambe le categorie, infatti, sono state incluse tra le categorie a cui riservare prioritariamente la somministrazione delle terze dosi di vaccino.

Il direttore sanitario del Policlinico Umberto I dice ancora a Repubblica:

“L’unica strada per rinforzare le difese immunitarie è la terza dose da effettuare dopo 6 mesi dal primo ciclo. Dobbiamo accettare che la pandemia non è finita, anzi, è in risalita, e ci richiederà inevitabilmente una vaccinazione periodica”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli