Cocaina nel bosco, un cinghiale la trova e ne distrugge 20mila euro

cocaina nel bosco

Tre albanesi e un calabrese, sono loro gli artefici di una rete di spaccio di cocaina in tutta l’area della Val di Chiana Senese e Aretina. I quattro nascondevano la cocaina nel bosco all’interno di alcuni barattoli, che venivano poi sotterrati in diverse aree boschive nei dintorni di Siena. Secondo quanto riferito da uno degli spacciatori, un cinghiale avrebbe trovato alcuni barattoli mentre stava grufolando nel terreno. L’animale sarebbe riuscito non solo a trovare i barattoli ma anche a rovesciarne il contenuto, disperdendo così 20mila euro di sostanza stupefacente.

Cocaina nel bosco, sgominata banda di spacciatori

Le indagini che hanno portato all’arresto di due persone, e all’obbligo di dimora per le altre due, sono avvenute all’interno di un’operazione antidroga del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Siena. L’inchiesta si è svolta a tappeto nelle provincie di Siena e Arezzo e, in particolare, nella Val di Chiana e nella zona delle Crete Senesi. A coordinarla il sostituto procuratore Nicola Marini, che ha ripreso la pista dell’omicidio di Andrea N’Doja, il giovane albanese ucciso nel maggio del 2018 da un pastore originario della Sardegna, Giulio Sale.

Secondo quanto ricostruito, tra settembre 2018 e marzo 2019 la rete di spacciatori avrebbe mosso la droga da Perugia nei boschi tra Umbria e Toscana. La banda avrebbe smerciato circa due chili di cocaina pura all’80% ogni mese. I malviventi comunicavano tramite Whattsapp, Messenger e altre tipologie di chat usando parole in codice per camuffare il traffico di sostante illegali.

Alla fine di agosto del 2019 i Carabinieri del comando provinciale di Lecce e Gallipoli avevano sgominato un’altra importante rete criminale, dedita allo spaccio. L’operazione aveva portato all’arresto di quattro persone.