Cocktail di emissioni radio e raggi gamma da una stella morta

Red/Lcp

Roma, 28 lug. (askanews) - Un gruppo internazionale di scienziati guidati da ricercatori dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) ha sfruttato le potenzialità del telescopio spaziale per raggi gamma INTEGRAL dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA) - e di altri telescopi e strumenti - per rilevare un "cocktail" inedito di radiazioni provenienti da una stella morta nella nostra galassia (magnetar), qualcosa che non è mai stato visto prima in questo tipo di oggetti. La scoperta, pubblicata su "The Astrophysical Journal", è rilevante perché si tratta della prima esplosione (o burst, in inglese) di raggi gamma proveniente da una magnetar in coincidenza con l'emissione di un lampo radio veloce (FRB o Fast Radio Burst). A darne notizia Inaf e Asi in una nota congiunta.

I lampi radio veloci sono fenomeni enigmatici: scoperti dai radioastronomi nel 2007, gli FRB sono localizzati in galassie esterne, ma la loro origine è ancora sconosciuta. Questi eventi producono intense emissioni nelle onde radio solo per pochi millisecondi prima di svanire e vengono avvistati raramente. Tra la miriade di modelli proposti ce ne sono diversi che ipotizzano che i FRB siano prodotti da magnetar, ovvero una particolare classe di stelle di neutroni (resti stellari super-densi delle esplosioni di supernovae). Le magnetar sono i magneti più potenti dell'universo e sono note per emettere brevi esplosioni di raggi gamma che in genere durano meno di un secondo ma sono miliardi di volte più luminose del Sole.

L'esplosione di radiazioni ad alte energie oggetto dello studio è il primo caso in cui una emissione radio molto simile a quella degli FRB è inequivocabilmente associata ad un burst gamma prodotto da una magnetar. Questo evento eccezionale è stato scoperto il 28 aprile scorso indipendentemente nella banda radio, dai telescopi CHIME e STARE2 (rispettivamente in Canada e negli Stati Uniti), e nella banda dei raggi X di alta energia da diversi satelliti tra cui INTEGRAL.

Grazie al sistema di ricerca automatica di burst basato su due dei suoi quattro strumenti, l'IBIS (Imager on Board the Integral Satellite) e lo SPI (Spectrometer on Integral), INTEGRAL è stato il primo a diramare l'allerta e l'identificazione con la già nota magnetar SGR 1935+2154 dopo meno di 10 secondi dal burst.

(segue)

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