Cocktail di emissioni radio e raggi gamma da una stella morta -2-

·2 minuto per la lettura

Roma, 28 lug. (askanews) - SGR 1935+2154 è una magnetar scoperta sei anni fa che si trova nella Via Lattea, nella costellazione della Volpetta. A fine aprile, la magnetar SGR 1935+2154 si è riattivata emettendo diversi burst di raggi X e gamma, ma solo quello del 28 aprile è stato visto anche in banda radio. Sandro Mereghetti, primo autore dello studio e ricercatore presso l'INAF di Milano, spiega: "I dati presi con lo strumento IBIS sono i migliori nella banda dei raggi X-duri (o alte energie) per questo burst eccezionale. Cerchiamo di capire perché l'emissione radio sia stata vista proprio da questo burst e non dai molti altri emessi dalla stessa sorgente". L'allerta del IBAS (Burst Alert System di INTEGRAL) è arrivata "ore prima che venissero emessi altri avvisi, e ciò ha consentito alla comunità scientifica di agire rapidamente per esplorare questa sorgente in modo più dettagliato". Al momento dell'esplosione, la magnetar si trovava nel campo visivo di 30 gradi per 30 gradi dello strumento IBIS. Il lampo X è stato osservato anche da altri satelliti, tra cui Agile, il satellite italiano risultato della collaborazione tra Asi, Inaf e Infn, insieme al Cnr e all'industria nazionale. Mereghetti sottolinea: "Non abbiamo mai visto prima un'emissione di onde radio simile a un Fast Radio Burst provenire da una magnetar. È davvero una grande scoperta che aiuta a mettere a fuoco l'origine di questi misteriosi fenomeni, confermando la loro associazione con le magnetar, anche se in questo caso siamo di fronte a un oggetto nella nostra galassia mentre si ritiene che la maggior parte degli FRB arrivino da distanze extragalattiche (e siano quindi intrinsecamente molto più luminosi di SGR 1935+2154)". I ricercatori hanno anche scoperto qualcosa di più sulla sorgente: "Studiando l'anello dell'emissione riflessa dalla polvere interstellare, una specie di 'eco' in raggi X, siamo riusciti a stabilire che SGR 1935+2154 si trova ad una distanza di 14 mila anni luce", specifica poi Michela Rigoselli dell'INAF Milano e coautrice del lavoro. (segue)