"Col sisma persi casa e familiari, qui tutto fermo: me ne vado"

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dall'inviato Luca Monaco “La ricostruzione di Amatrice e delle 69 frazioni circostanti è ancora ferma al quattro per cento. La gente è arrabbiata, delusa, oggi ci aspettavamo che venisse il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, invece nulla”. Quando le autorità sono andate via e la giornata istituzionale a tre anni dal sisma è ormai conclusa, Giuseppe, una guardia giurata 45enne, padre di due bambini di 14 e 11 anni, volontario della Croce Rossa di Rieti da 10 anni, si apre con l’Adnkronos.  

“Sono di Accumoli - racconta - la casa non ce l’ho più, ho perso nove familiari e la mia sarà la prossima famiglia che andrà via dal territorio. Lavoro a Rieti e forse andrò lì, qui è tutto fermo, non c’è lavoro, che futuro posso dare ai miei figli?”, domanda. 

Giuseppe non usa toni eccessivi, ragiona. Quando sente pronunciare la parola ‘protesta’ però annuisce. “In queste zone tanta gente viveva di pastorizia, del piccolo commercio - sottolinea - da quando c’è stato il terremoto tirano avanti con gli incentivi dello Stato, ma questa storia finirà e non si ritroveranno più nulla in mano. Allora capiranno che bisognava protestare prima”. 

In che modo? “Oggi, per esempio - ripete il 45enne di Accumoli - non dovevamo prestarci a questa sfilata di politici, mi spiace per il vescovo di Rieti che ci è sempre stato vicino, ma avremmo dovuto disertare la messa, lasciare i politici da soli”. Così facendo, secondo Giuseppe, il messaggio sarebbe passato. 

Dunque il volontario della Cri, impegnato nel supporto alla popolazione fin dalle prime ore della tragedia, torna sullo spopolamento del territorio. “Accumoli - rileva - l’estate grazie ai turisti che avevano la seconda casa faceva 5mila abitanti, quest’anno siamo 400 persone appena, perché hanno ritenuto la gran parte delle case crollate ‘abusive’ e non hanno consentito la ricostruzione”. 

Se non vedrà presto le gru in azione Giuseppe lascerà la sua terra natale, per garantire “un futuro migliore” ai suoi figli. “Luigi, il 14enne - ricorda Giuseppe accennando un sorriso - è stato insignito dell’onorificenza di Giovane alfiere della Repubblica dal presidente Sergio Mattarella perché ha tirato fuori mia madre, la nonna, e il suo fratellino da casa nostra mentre stava crollando. Ma qui è tutto fermo, ci costringono ad andar via”.