Coldiretti: 2017 record storico made in Italy su tavole estero

Red/Apa

Roma, 20 dic. (askanews) - E' record storico per il Made in Italy agroalimentare all'estero con le esportazioni che superano per la prima volta i 40 miliardi di euro nel 2017 per effetto di una crescita del 6%. E' quanto stima la Coldiretti sulla base dell'analisi presentata all'Assemblea nazionale di fine anno per fare il bilancio del settore agroalimentare italiano alla vigilia dell'inizio dell'anno internazionale del cibo italiano nel mondo, sulla base dei dati Istat relativi al commercio estero nei primi nove mesi. Quasi i due terzi delle esportazioni agroalimentare - sottolinea la Coldiretti - interessano i Paesi dell'Unione Europea, dove il cibo tricolore cresce del 5%, ma gli Stati Uniti - sottolinea la Coldiretti - sono di gran lunga il principale mercato dell'italian food fuori dai confini dall'Unione e il terzo in termini generali dopo Germania e Francia e prima della Gran Bretagna.

Se in Germania le esportazioni alimentari sono rimaste praticamente stabili (+1%) in Francia si è verificato un balzo del 7% mentre in Gran Bretagna si è registrato un +2% e negli Stati Uniti la crescita è del 6%. Un vero boom del 17% si registra in Cina dove ci sono ancora grandi opportunità di crescita per il Made in Italy a tavola, così come in Giappone (+39%) e in Russia con +31% dove però - continua la Coldiretti - le esportazioni restano fortemente limitate dall'embargo che ha colpito ad una lista di prodotti, frutta e verdura, formaggi, carne e salumi, ma anche pesce, provenienti da tutta l'Unione Europea.

A spingere la crescita - sottolinea la Coldiretti - sono i prodotti base della dieta mediterranea a partire dal vino che è il prodotto italiano piu' esportato e fa segnare un aumento del 7%, seguito dall'ortofrutta che registra un incremento del 2% ma ottime performance - continua la Coldiretti - vedono protagonisti i formaggi con un incremento del 9% in valore, grazie anche all'entrata in vigore dell'obbligo dell'etichettatura d'origine, e i salumi (+8%). Arretra, invece, la pasta tricolore (-3%) che attende ora l'entrata in vigore dell'obbligo di indicazione dell'origine del grano per ritrovare la fiducia di un mercato che anche a livello europeo è sempre più attento al tema della trasparenza. (Segue)