Coldiretti: in Abruzzo vino settore più colpito da Coronavirus

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Pescara, 29 feb. (askanews) - "Anche in Abruzzo si registra un drastico calo delle esportazioni Made in Italy in Cina nel mese di gennaio con l'inizio dell'emergenza Coronavirus che ha frenato i consumi nel gigante asiatico ma anche i flussi commerciali per i limiti posti al trasporto di persone e merci'. E' quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi al gennaio 2020 che, a livello nazionale, registrano una diminuzione dell'11,9% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Dati che si riflettono anche sull'economia abruzzese, dove la preoccupazione riguarda soprattutto il settore del vino, che è il prodotto più esportato in Cina e sta registrando una forte flessione delle vendite sul mercato asiatico. La situazione è preoccupante e i produttori chiedono interventi di tutela soprattutto dopo la notizia dei rinvii delle grandi fiere del Vino in Cina e alla preoccupante assenza dei compratori cinesi ai grandi appuntamenti internazionali. "Una conferma delle preoccupazioni sull'effetto negativo dell'epidemia sulla crescita mondiale è evidenziato dal Fondo Monetario internazionale (FMI) con i vincoli ai trasporti per cercare di contenere il contagio che - sottolinea la Coldiretti - si stanno riflettendo anche sulla logistica delle merci con incertezze e ritardi che impattano sugli scambi commerciali. A pesare - precisa la Coldiretti - sono anche i limiti agli spostamenti interni dei cittadini cinesi che cambiano le abitudini di consumo soprattutto fuori casa. La Cina - sottolinea la Coldiretti - per effetto di una crescita ininterrotta della domanda è entrata nella lista dei cinque Paesi che consumano più vino nel mondo ma è in testa alla classifica se si considerano solo i rossi, tra cui anche il Montepulciano d'Abruzzo". "Serve un impegno delle autorità nazionali e comunitarie per fermare pratiche insensate che rischiano di far perdere quote di mercato importanti alle produzioni nazionali per colpa di una concorrenza sleale che mira a screditare i prodotti dall'Italia che sono sani i garantiti come prima" afferma Coldiretti Abruzzo nel sottolineare che "si tratta di comportamenti ingiustificati che mettono a rischio la libera circolazione delle merci anche all'interno dell'Unione senza alcuna valida motivazione scientifica e vanno a colpire un settore strategico del made in Italy come l'agroalimentare che cresce all'estero ed esporta oltre 42 miliardi di euro.