Coldiretti: cinquemila ristoranti del Nord Italia in mano a cosche

Red-Alp

Milano, 8 nov. (askanews) - "La malavita è arrivata a controllare almeno cinquemila locali della ristorazione, con il business delle agromafie che è salito a 24,5 miliardi di euro nell'alimentare dal campo alla tavola". E' quanto dichiara Coldiretti sulla base del rapporto agromafie, esprimendo il proprio apprezzamento per l'ultima operazione della polizia di Milano che ha sequestrato quote societarie di alcuni ristoranti e pizzerie per oltre 10 milioni di euro e arrestato 9 persone che riciclavano i soldi sporchi della criminalità organizzata nella grande ristorazione nel Nord Italia.

"Approfittando della crisi economica, a criminalità organizzata penetra in modo massiccio e capillare nell'economia legale ricattando o acquisendo direttamente o indirettamente gli esercizi ristorativi in Italia e all'estero" prosegue Coldiretti, sottolineando che "l'agroalimentare è divenuto una delle aree prioritarie di investimento della malavita che ne comprende la strategicità in tempo di crisi perché consente di infiltrarsi in modo capillare nella società civile e condizionare la via quotidiana della persone".

"Grazie ad una collaudata politica della mimetizzazione, le organizzazioni criminali riescono a tutelare i patrimoni finanziari accumulati con le attività illecite muovendosi ormai come articolate holding finanziarie, all'interno delle quali gli esercizi ristorativi rappresentano efficienti coperture, con una facciata di legalità dietro la quale è difficile risalire ai veri proprietari ed all'origine dei capitali" aggiunge l'associazione di rappresentanza e assistenza dell'agricoltura italiana, ricordando che "in questo modo la malavita si appropria di vasti comparti dell'agroalimentare e dei guadagni che ne derivano, distruggendo la concorrenza e il libero mercato legale e soffocando l'imprenditoria onesta, ma anche compromettendo in modo gravissimo la qualità e la sicurezza dei prodotti, con l'effetto indiretto di minare profondamente l'immagine dei prodotti italiani e il valore del marchio Made in Italy".

"Gli ottimi risultati dell'attività di contrasto confermano la necessità di tenere alta la guardia e di stringere le maglie ancora larghe della legislazione con la riforma dei reati in materia agroalimentare" ha affermato il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini, evidenziando che "l'innovazione tecnologica e i nuovi sistemi di produzione e distribuzione globali rendono ancora più pericolose le frodi agroalimentari che per questo vanno perseguite con un sistema punitivo più adeguato con l'approvazione delle proposte di riforma dei reati alimentari presentate dall'apposita commissione presieduta da Giancarlo Caselli, presidente del comitato scientifico dell'Osservatorio agromafie promosso dalla Coldiretti".