Coldiretti, maledetta primavera, addio a 1 frutto su 4

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La Regione Puglia ha chiesto formalmente al Governo nazionale la dichiarazione di emergenza di rilievo nazionale per i danni conseguenti dalle avversità atmosferiche che si sono verificate nei giorni scorsi su tutto il territorio pugliese. Lo rende noto il vicepresidente della Giunta regionale e assessore alla Protezione civile, Antonio Nunziante. In particolare si chiedono finanziamenti straordinari, così come previsto dal Codice della Protezione Civile, le cui finalità saranno quelle di assicurare la messa in sicurezza ed il ripristino della funzionalità ordinario, in un periodo dell'anno delicato per l'economia regionale.  Gli uffici regionali hanno già avviato l'attività ricognitiva per la valutazione dei danni che hanno colpito, oltre i privati, anche diversi settori strategici dell'economia pugliese tra cui l'industria, il commercio, l'agricoltura e le strutture turistiche. Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano ha aggiunto che la Regione Puglia è pronta a valutare l'opportunità di farsi carico direttamente, nell'ambito delle disponibilità del proprio bilancio, qualora il Governo non dovesse accogliere la richiesta.

Maledetta primavera, addio ad un frutto su 4 nelle campagne italiane. Potrebbe essere questo, per Coldiretti, la conseguenza maggiore del maltempo che affligge il Paese rinviando la primavera. A correre il rischio 'estinzione' per l’ondata di pioggia, grandine e allagamenti che ha devastato le coltivazioni e ridotto le disponibilità dei primi raccolti nel carrello della spesa sopratutto fragole, ciliegie, nespole, albicocche, pere, meloni fino ai cocomeri. Bisognerà comunque attendere ancora qualche settimana, spiega la nota, per verificare come reagiranno le piante e quantificare l’esatta entità del danno.  

"La situazione peggiore si registra sulle ciliegie – spiega Coldiretti – dove è andato distrutto oltre il 50% del prodotto in prima raccolta per effetto del maltempo che ha colpito le principali regioni produttrici, dalla Puglia all’Emilia Romagna alla Campania fino al Veneto. Ma pioggia e grandine non hanno risparmiato neppure le nespole in Sicilia o le pere, soprattutto sui territori veneti ed emiliani, dove si arriva a un calo fino al 70% per le varietà abate e kaiser. Gravi danni anche per albicocche buttate giù da grandine e pioggia e per le fragole, finite sott’acqua a causa degli allagamenti. I problemi interessano però anche i meloni in Lombardia e i cocomeri in fase di maturazione nel Lazio e in Puglia". 

Ma la frutta non è il solo prodotto a fare le spese del maltempo: "pesanti danni" si contano anche agli ortaggi da insalate e radicchi fino al blocco delle attività di semina di prodotti come i piselli e quelle di trapianto come i pomodori. "Nei campi allagati – ricorda ancora Coldiretti – è, infatti, impossibile entrare per effettuare le necessarie operazioni colturali mentre dove si è già seminato i germogli e le piantine soffocano per la troppa acqua. Una situazione che mette a rischio i redditi delle aziende agricole, i primati dell’Italia che vanta la leadership in Europa per la produzione di molti tipi di frutta e verdura e la stessa salute dei consumatori"