Coldiretti, per l'Italia la pizza è un business da 12 mld euro -2-

Red/Cro/Bla

Roma, 13 set. (askanews) - Dalla mozzarella lituana al concentrato di pomodoro cinese, ma c'è anche l'olio tunisino e il grano ucraino purtroppo quasi due pizze su tre servite in Italia sono ottenute da un mix di ingredienti provenienti da migliaia di chilometri di distanza senza alcuna indicazione per i consumatori, secondo una analisi della Coldiretti dalla quale emerge peraltro che si moltiplicano le iniziative per garantire l'originalità italiana degli ingredienti al 100%.

Nata a Napoli, la passione per la pizza - continua la Coldiretti - è diventata planetaria, con gli americani che sono i maggiori consumatori con 13 chili a testa mentre gli italiani guidano la classifica in Europa con 7,6 chili all'anno, e staccano spagnoli (4,3), francesi e tedeschi (4,2), britannici (4), belgi (3,8), portoghesi (3,6) e austriaci che, con 3,3 chili di pizza pro capite annui, chiudono questa classifica.

Nel dicembre del 2017 - conclude la Coldiretti - è avvenuta l'iscrizione dell'"Arte dei Pizzaiuoli napoletani" nella lista del patrimonio culturale immateriale dell'umanità dell'Unesco che riconoscere il forte legame culturale della tradizione con l'Italia.