Coldiretti, sos cimici in Valtellina: danni fino al 50% sulle mele

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Milano, 27 set. (askanews) - E' allarme nei frutteti della Valtellina dove la cimice asiatica sta assaltando i meli, con danni che in alcune delle zone colpite arrivano fino al 50% del raccolto. Lo stima è della Coldiretti Lombardia che in occasione del terzo sciopero mondiale per il clima ha raccolto le segnalazioni degli agricoltori della provincia di Sondrio cotretti a fare i conti per la prima volta con questi insetti pericolosi che proprio a causa dei cambiamenti climatici si stanno moltiplicando nelle campagne e in città, causando danni in Italia stimati per ora in circa 250 milioni di euro alle produzioni di mele, pere, kiwi, ma anche pesche, ciliegie, albicocche e piante da vivai.

"In Valtellina non era mai accaduto in passato - conferma Bruno Delle Coste, produttore e Presidente della Cooperativa Melavì alla quale conferiscono più di 300 aziende agricole del territorio - Le cimici stanno attaccando le piante a macchia di leopardo: in un frutteto può succedere che si trovino sugli alberi centrali, non ci siano su quelli vicini e ricompaiano su altri a decine di metri di distanza. I frutti vengono bucati e non possono essere più utilizzati". Adesso - precisa la Coldiretti Lombardia - gli agricoltori stanno completando la raccolta delle mele rosse e si apprestano a iniziare con quelle bianche. "Gli insetti - continua Delle Coste - sono comparsi prima nella zona di Ponte in Valtellina, poi poco alla volta hanno risalito tutta la valle, seguendo la fase di maturazione dei frutti in base all'altitudine".

La cimice marmorata asiatica, sottolinea la Coldiretti, arriva dalla Cina ed è particolarmente pericolosa per l'agricoltura perché prolifica con il deposito delle uova almeno due volte all'anno con 300-400 esemplari alla volta. Oltre che i meli in Valtellina, in Lombardia ha attaccato anche le coltivazioni di soia e mais nel Milanese e nel Bresciano e di frutta nella provincia di Mantova.