Colle, Draghi e bacchettate ai suoi: Salvini parla alla Lega

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Due lunghi minuti - per qualcuno addirittura cinque - di applausi hanno salutato la conclusione dell'intervento di Matteo Salvini. Che ai suoi non ha risparmiato qualche bacchettata ("basta con i personalismi di alcuni parlamentari della Lega"). Nella sala del teatro Umberto, a due passi dai palazzi della politica, il leader della Lega ha convocato i parlamentari del partito, accorsi per ascoltare il leader reduce dal vertice di centrodestra a Villa Grande con Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni dove ha fissato la road map del centrodestra alla ricerca di una nuova unità dopo gli scontri degli ultimi mesi e il ko elettorale.

Dopo aver mostrato il Green pass, deputati e senatori si sono accomodati in poltrona: "Basta polemiche", ha esordito il leader a quanto apprende l'AdnKronos, in quello che si rivelerà un monologo di oltre un'ora. "La linea la fa il segretario", ha spiegato rivolto ai suoi (assente giustificato in sala Giancarlo Giorgetti, volato negli Usa per una visita programmata da tempo). Basta polemiche anche nel centrodestra, ha poi aggiunto, dando conto degli obiettivi comuni - dalla manovra che dovrà vedere "compatti" da Draghi i tre leader del centrodestra, come pattuito a Villa Grande.

Poi Salvini avrebbe chiarito che l'attività parlamentare dovrà avere come orizzonte il 2023, la scadenza naturale: "Draghi si candiderà al Colle ma non ci saranno elezioni", avrebbe detto ancora ai suoi, invitandoli a tenere alta l'attenzione, a partire dalle misure che arriveranno in Parlamento, in particolare sulla legge di bilancio ai nastri di partenza.

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