A Colleferro un’opera della street artist Laika ricorda Willy

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Image from askanews web site
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Roma, 21 feb. (askanews) - Proprio nei Giardini Angelo Vassallo di Colleferro, dove il 6 settembre 2020 si è consumato l'efferato omicidio di Willy Monteiro Duarte, è stata consegnata l'opera della Street Artist Laika in memoria del giovane Willy, eroe buono, alla presenza dell'artista, di Eleonora Mattia (Presidente IX Commissione Lavoro, formazione, politiche giovanili, pari opportunità, istruzione, diritto allo studio in Consiglio Regionale) e del Sindaco di Colleferro Pierluigi Sanna.

"La consegna dell'opera realizzata dalla Street Artist Laika per il Comune di Colleferro e dedicata alla memoria di Willy Monteiro Duarte, segna un'ulteriore tappa di un percorso in cui come Istituzioni, su ogni livello, abbiamo messo serietà e cuore per onorare la memoria del giovane ucciso brutalmente nel settembre 2020. Una vicenda che ha lasciato una ferita in tutta la comunità locale e che con coraggio abbiamo provato a trasformare in occasione di riscatto, soprattutto per i giovani del territorio. Da qui nascono gli impegni della Regione Lazio per l'istituzione del Premio Willy Monteiro Duarte, rivolto agli studenti e studentesse delle scuole superiori del Lazio, e il progetto di riqualificazione della 'Piazza Bianca' in prossimità del luogo dell'uccisione a Colleferro. L'opera di Laika, consegnata (il 21 febbraio) al Sindaco Pierluigi Sanna, ci riporta al sorriso buono del giovane ragazzo e alla sua passione per la cucina", ha dichiarato la Mattia, promotrice delle iniziative regionali in memoria di Willy.

L'opera realizzata dalla celebre Street Artist, infatti, ritrae Willy in tenuta da cuoco e cita testualmente: "Chef Willy, Non servo cibo ai violenti", sottolineando come l'arte possa essere uno strumento in grado di fare contraltare alla violenza.

"Per contrastare ogni forma di odio e di violenza - ha concluso la Mattia - continuiamo a scegliere la sana alleanza tra società civile, istituzioni, mondo della cultura e del sociale per immaginare e costruire insieme un modello di comunità che sia davvero inclusivo e che sappia fare scudo contro il male e rendere il dolore individuale un'opportunità di crescita collettiva".