Colombia, arresto Otoniel, Gratteri: "Cambia poco, nel mondo abbondanza droga"

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"Non ci sono contatti fra Dairo Antonio Usuga e la ’ndrangheta, ma dal punto di vista sostanziale non cambia nulla. La storia ci insegna che, arrestato un trafficante, ce ne sono dieci pronti a prenderne il posto, o quantomeno, se va male, c’è la moglie o la compagna. Dunque sul piano del narcotraffico cambia poco". Così all’Adnkronos il capo della Dda di Catanzaro, Nicola Gratteri, commentando l’arresto del trafficante di droga più ricercato in Colombia, Dairo Antonio Usuga, alias 'Otoniel', capo del ‘cartello’ del Golfo.

"Certo – osserva Gratteri -, si tratta di persone di respiro internazionale, e uno non vale l’altro, però al massimo può inizialmente rallentare un po’ il traffico all’ingrosso, ma sul piano del consumo al dettaglio, dell’arrivo al dettaglio della cocaina, non ci sono ripercussioni, perché ci sono grossi depositi di cocaina sia in Europa che in Italia pronti per essere smerciati".

E infatti, sottolinea il procuratore capo di Catanzaro, "quando è stato arrestato Pablo Escobar, il traffico di cocaina e l’arrivo in Europa della droga non si è interrotto, non c’è stato nemmeno un problema di aumento del prezzo, tanti sono i depositi e l’abbondanza di droga nel mondo". Dunque, anche dalla prospettiva della criminalità organizzata calabrese, conclude Gratteri, "l’arresto di Dairo Antonio Usuga cambia poco, quasi nulla".

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