In Colombia il Congresso discute la “statalizzazione” del mercato della coca

Red
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Image from askanews web site
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Roma, 14 apr. (askanews) - Una svolta storica. Per la prima volta nel Congresso della Colombia si discute, a partire da oggi, della regolamentazione del mercato della foglia di coca e dei suoi derivati. E' una proposta di legge presentata da una ventina di deputati guidati dal senatore ed economista liberale Ivan Marulanda.

La Colombia produce il 90 per cento della cocaina mondiale e continua a pagare un tributo di sangue altissimo nella lotta al narcotraffico. La scorsa estate il senatore Marulanda del Partido Alianza Verde, insieme ad altri 20 parlamentari del suo Paese hanno presentato questa proposta di legge che si pone come obiettivo che lo Stato assuma il controllo nella produzione e commercializzazione della cocaina.

Marulanda, intervistato da askanews già lo scorso 24 febbraio, ha 74 anni e negli anni '80 fondò il Partito NuevoLiberilsmo insieme a Luis Carlos Galan (ucciso nel 1989) e Rodigo Lara (assassinato nel 1984). Quel movimento fu decapitato da Pablo Escobar, in quegli anni re indiscusso del narcotraffico.

Il progetto di legge numero 236 del Senato 2020 "mediante il quale si stabilisce il quadro normativo della foglia di coca e dei suoi derivati" in Prima Commissione del Senato. Il progetto dei senatori Iván Marulanda del Green Alliance Party e Feliciano Valencia Medina del MAIS Indigenous and Social Alternative Movement, porta avanti il suo rispettivo iter legislativo dallo scorso 25 agosto, giorno in cui l'iniziativa è stata istituita con la firma di 21 membri del Congresso di diversi partiti politici (Cambio Radical, Polo Democrático Alternativo, Lista Decentes, Partido Liberal, COMUNES, Colombia Humana - UP, tra gli altri) e nel quadro dell'alleanza multipartitica per un cambiamento nella politica sulla droga in Colombia.

Al momento è noto che i senatori e membri della Prima Commissione che hanno presentato un disegno di legge sono Armando Benedetti, Partido de la U, e Luis Fernando Velasco, Partido Liberal, in qualità di relatori coordinatori, e il senatore relatori Iván Name, Green Party, Temístocles Ortega, Radical Change, Gustavo Petro, Colombia Humana, Julián Gallo, COMUNES e Alexander López Maya, Alternative Democratic Pole.

Il progetto di legge mira a ridurre i danni associati al traffico di droga, consentendo allo Stato di avere il controllo di un mercato che fino ad oggi è stato dominato da strutture criminali. Questo percorso consentirebbe di proteggere bambini e adolescenti, depenalizzare i consumatori e salvaguardare i diritti che le popolazioni indigene hanno sulla pianta di coca.

Questa iniziativa è governata da un focus sui diritti umani, salute pubblica, riduzione del rischio e del danno, e propone un regolamento che distingue il tipo di prodotto (psicoattivo o cocaina, da non psicoattivo come alimenti a base di coca e cosmetici), il tipo di utilizzo (problematico, non problematico, scientifico e farmaceutico) e lo stadio della catena del valore (coltivazione, trasformazione, distribuzione, commercializzazione e consumo).

Questa iniziativa parte - ha spiegato Marulanda - parte da un dato di fatto e cioè dal fallimento delle politiche antidroga degli ultimi quarant'anni. "La 'guerra alla droga' è stata catastrofica per la Colombia. Negli ultimi 40 anni - ha spiegato il senatore ed economista nella intervista a Askanews - centinaia di migliaia di persone sono state assassinate in questa guerra, la più dolorosa: migliaia di giovani che erano studenti, o lavoratori, o membri delle forze di sicurezza, o contadini, o sicari della mafia. Tra le vittime ci sono innumerevoli personaggi illustri, magistrati e giudici. Nel 1985 quasi tutti i magistrati delle alte corti di giustizia, della Corte Suprema e del Consiglio di Stato furono assassinati nel sequestro del Palazzo di Giustizia promosso dai cartelli; ministri ed ex ministri, sindaci, governatori, consiglieri, accademici, giornalisti, leader politici, tra cui quattro candidati presidenziali, in particolare Luis Carlos Galán, mio compagno di lotta, fucilato nel 1989 quando nessuno dubitava che in pochi mesi sarebbe stato eletto presidente della repubblica".

Quello che conta - ha sottolineato Marulanda - è che il dibattito sulla regolamentazione della foglia di coca e dei suoi derivati è stato aperto nel Paese.

Un tema 'proibito' dove "la 'guerra' era un dogma di fede, non è stata discussa, nonostante 40 anni di fallimenti e di dolore senza alcuna vittoria" e "ora i canali d'informazione e di dialogo si stanno aprendo, le menti dei cittadini cominciano ad aprirsi alla ragione delle cose e le coscienze si risvegliano. È facile concludere che il colossale sacrificio dei colombiani in questa guerra è assurdo, stupido. Niente giustifica la distruzione della Colombia per proteggere decine di milioni di consumatori di cocaina nel mondo, che si rifiutano di smettere di consumarla e che aumentano ogni giorno". E' tempo di voltare pagina. (di Nino Esposito)