Colombia, la corsa contro il tempo dei soccorritori

È salito a 254 il bilancio delle vittime provocate dalla frana che ha travolto la cittadina di Mocoa e causata dall’esondazione di diversi fiumi nella zona sud ovest della Colombia, vicino al confine con l’Ecuador. L’esercito ha reso anche noto che i feriti sono circa 400 e sul posto sono impegnati 1100 militari per prestare soccorso. Centinaia anche gli sfollati che stanno cercando di recuperare quel poco che rimane nelle loro case distrutte. “Sono riuscita a portare via di casa i miei due bambini – dice una sopravvissuta – e poi abbiamo perso tutto. Sono rimaste solo rocce e sabbia”. Ma ancora: “Nessuno mi ha dato notizie – spiega un altro scampato al disastro – nessuno dalla mia casa o della mia famiglia. Mi rimetto alla volontà di Dio. Non ho più nulla. Non ho da mangiare, un posto dove dormire. Questi vestiti mi sono stati regalati”.

I TWEET DEL PRESIDENTE SANTOS CHE SEGUE IN PRIMA PERSONA I SOCCORSI

Aeronaves de FuerzaAereaCol incrementan las misiones de apoyo al Putumayo. Prioridad: traslado de heridos y socorristas #MocoaSomosTodos pic.twitter.com/r3COf35oOZ— Juan Manuel Santos (JuanManSantos) 2 aprile 2017

Alla disperazione di chi è sopravvissuto alla tragedia si aggiunge quella di chi sta cercando un parente. Sempre secondo l’Esercito sono al momento 200 i dispersi. Il Presidente colombiano Santos ha già dichiarato lo stato di calamità naturale ed è iniziata la catena degli aiuti da tutto il mondo. Durante l’Angelus anche il Papa si è detto profondamente addolorato assicurando la sua vicinanza alla Colombia e a chi ha perso tutto.

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