Colombia, Msf: oltre 1,6 mln venezuelani senza adeguata assistenza -7-

Red/Ihr

Roma, 19 dic. (askanews) - Elias, un commerciante in Venezuela, è venuto nella clinica di MSF a Tame per capire come poter fare la dialisi. La Colombia non garantisce cure ai venezuelani affetti da patologie croniche. L'unica soluzione per lui sarebbe richiedere asilo per disabilità, ma può essere un processo lungo. "Almeno da MSF mi hanno visitato e mi hanno detto che sono stabile" racconta. Se gli verrà concesso lo stato di rifugiato, non potrà tornare in Venezuela, dove vive la sua figlia maggiore. 'In Venezuela mia figlia stava morendo di malnutrizione" racconta Juan Marcos*, giovane padre di tre figli. "Prima di lasciare morire una bambina di fame in Venezuela, ho preferito mille volte portarla qui. Almeno qualcuno le darà un biscotto e potrà mangiare'. In Venezuela era meccanico, ora ricicla la spazzatura che riesce a recuperare e vive per strada.

Victoria, 21 anni, di Valencia con due figli, è stata convinta a lasciare il Venezuela ed è una delle tante donne che spinte dalla necessità e mancanza di lavoro si sono ritrovate costrette a prostituirsi in Colombia. In questo modo possono guadagnare qualcosa e inviare i soldi alle famiglie. 'Mi hanno detto che qui potevo vivere dignitosamente, mangiare bene e mandare i soldi nel mio Paese. Non immaginavo fosse così dura', racconta la giovane madre. Dopo aver subito maltrattamenti e violenze ha perso peso arrivando a 45 chili, a causa di febbre e vomito. Ora si sta riprendendo, ma non potendo lavorare non sta più mandando i soldi alla famiglia rimasta in Venezuela.(Segue)