Colpo del secolo in Germania. Rubato il Tesoro di Sassonia

Roberto Brunelli

Lo chiamano "il pià grande furto d'arte dal dopoguerra ad oggi", il "furto del secolo". Hanno colpito prima dell'alba, alle 5 del mattino, penetrando nel "Gruenes Gewolbe", la leggendaria sala delle 'Volte Verdi' del castello di Dresda, dal quale sono riusciti a trafugare tesori dal valore inestimabile, per poi scomparire nel nulla. È stata la Bild a scrivere che il bottino vale almeno un miliardo di euro, ma gli inquirenti e i responsabili della collezione d'arte si limitano a dire che il valore "non è quantificabile, si tratta di un patrimonio dell'umanità". Gioielli antichi, diamanti, gemme pietre preziose, opere d'arte appartenenti alla mitica collezione di Augusto il Forte (1670-1733).

Stando alle prime ricognizioni, ad essere stati trafugati dal leggendario "Gruenes Gewoelbe" sarebbero stati circa 100 preziosi, in particolare delle 'parure' brillante e di diamanti del 18esimo secolo, dei complessi tempestati tra le altre cose di rubini, zaffiri, smeraldi. Uno dei colpi "più spettacolari degli scorsi decenni", esclamano all'unisono i media tedeschi.

Come riferito dalla polizia, due ladri - visti attraverso le telecamere di sorveglianza - sono riusciti ad entrare da una finestra dell'ala occidentale del castello - frantumando prima la grata che la proteggeva e poi il vetro - per dirigersi subito verso la vetrina principale della sala verde. Prima avevano provveduto a bruciare la centralina elettrica che si trova sotto un vicino ponte, in modo da escludere tutta la corrente del castello. Persino i lampioni del viale davanti al castello erano tutti spenti. "C'era il buio totale", spiega la polizia. 

 

Una talpa al castello?

I ladri sapevano bene cosa cercare e dove colpire. Con un'ascia hanno distrutto la vetrina, sottraendo capolavori per milioni di euro. Hanno lasciato lì vasi e quadri: troppo ingombranti, ipotizzano gli inquirenti. Forse c'erano dei complici all'esterno dell'edificio, aggiunge la polizia, si pensa addirittura che la banda avesse una talpa nel castello, considerando la sicurezza con la quale si è mossa. Alcuni media hanno ipotizzati che i ladri fossero "eccezionalmente piccoli" dato che il varco che si sono creati per entrare nella "stanza dei tesori" delle "Volte Verdi" è quanto mai minuto, ma il capo della polizia di Dresda, Joerg Kubiessa non ha voluto confermare questo dettaglio.

Per ora della banda non vi è nessuna traccia, nonostante siano state messe in moto non solo le forze dell'ordine della Sassonia, ma anche del Brandeburgo nonché la polizia federale. Gli agenti ritengono che siano fuggiti su un'automobile - un'Audi A6 - immediatamente sono state messe alla sua caccia 16 volanti, ma senza esito. Le autorità hanno subito messo in piedi una commissione d'indagine straordinaria, nome in codice "Epaulette", che conta ben 20 inquirenti. Poco dopo un'Audi 6 è stata data alle fiamme in un garage cittadino: le squadre speciali stanno cercando di analizzarne le tracce alla ricerca di altri indizi.

La camera del "Gruenes Gewoelbe" fu fatta costruire dall'elettore sassone Augusto il Forte (1670-1733) tra il 1723 e il 1730 e oggi è stata trasformata in un museo in due sezioni. La parte storica si trova al piano terra della Residenzschloss nelle sale della collezione restaurate in modo autentico. Un piano più in alto, la 'Nuova Volta Verde', ospita singoli pezzi speciali. Complessivamente, si tratta di 10 sale magnificamente arredate con circa 3000 gioielli o altri capolavori di oro, argento, pietre preziosi, avorio e altri materiali di immenso valore.

La ministra tedesca alla Cultura, Monika Gruetters, ha detto che il furto al "Gruenes Gewoelbe" è "sconvolgente e scioccante". E ancora: "Dinnanzi a malviventi così bene organizzati ed altamente criminali aumentare la sicurezza nei nostri musei e nelle nostre istituzioni museali è un compito della massima priorità".

"Un attentato all'identità sassone"

In mattinata ha raggiunto il castello anche il governatore della Sassonia, Michael Kretschmer: "Questo furto non riguarda solo una collezione d'arte statale ma tutti noi sassoni", ha detto. "I tesori che si trovano nella Volta verde e nel castello sono stati pagati a caro prezzo dai sassoni nei secoli. Non si può comprendere la storia del nostro popolo e, il nostro Stato libero, senza la Volta verde e le collezioni d'arte statali della Sassonia". A detta del ministro dell'Interno della Sassonia, Roland Woeller, "sono stati sottratti tesori d'arte di valore incommensurabile. Siamo di fronte ad un attentato all'identità culturale di tutti i sassoni. Faremo di tutto, non solo per riportare a casa i tesori rubati ma anche per catturare i responsabili".

Il furto "Gruenes Gewoelbe" del Castello di Dresda è un colpo ad un "patrimonio dell'umanità", ha dichiarato oggi in conferenza stampa la direttrice generale delle Collezioni d'arte statali di Dresda, Marion Ackermann. In particolare, le tre 'parure' di gioielli sottratte (una di brillanti e due di diamanti) sarebbero di "valore inestimabile". Secondo Ackerman "non c'è in nessuna parte d'Europa una collezione analoga. È proprio il valore del suo insieme ad essere incalcolabile".

La direttrice generale non ha saputo indicare se vi siano singoli pezzi rimasti nella vetrina 'colpita' dai malviventi, dato che le forze dell'ordine sono ancora sul posto alla ricerca di tracce essenziali all'indagine. "Non possiamo parlare di un valore specifico, dato che non si tratta di oggetti che si possano mettere sul mercato: non è un valore finanziario quello sul quali stiamo lavorando", aggiunge Ackermann. La speranza, cosi' la direttrice, è che i ladri non intendano distruggere i singoli pezzi per poi smerciarli.

Una storia tormentata

È una storia tormentata quella della "stanza dei tesori" di Augusto il Forte. Durante la Seconda guerra mondiale il castello e parti della sala delle Volte verdi finirono ampiamente distrutte. Non solo. L'Armata Rossa sequestrò il tesoro portandolo a Mosca. Solo dopo 13 anni la collezione fu restituita a Dresda. È stato all'inizio degli anni duemila che la sala fu completamente restaurata. È stata resa accessibile al pubblico a partire dal 2006.

Fortunatamente, uno dei pezzi più preziosi del "Gruenes Gewoelbe" attualmente è esposto al Metropolitan Museum of Art di New York: si tratta del leggendario "diamante verde", una pietra unica di 41 carati e coloritura naturale che è considerato il gioiello più spettacolare della mostra "Making Marvels: Science and Splendor at the Courts of Europe" allestita nel prestigioso museo che sorge a Manhattan.