Colpo di Stato in Myanmar: ecco chi sono i militari al potere

Red
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Image from askanews web site
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Roma, 2 feb. (askanews) - Dopo il golpe militare in Myanmar, che ha estromesso il governo civile e portato all'arresto di numerosi esponenti della Lega nazionale per la Democrazia, partito al potere, tra cui la leader de facto del Paese Aung San Suu Kyi, le forze armate hanno nominato alcuni volti noti alla guida dei posti chiave dell'esecutivo.

La Guida militare suprema è stata assunta dal generale Min Aung Hlaing, capo delle forze armate. Hlaing ha 64 anni e raggiungerà l'età pensionabile obbligatoria nel Paese nel luglio prossimo. Tra gli esperti c'è chi ipotizza che il golpe fosse un modo per lui di rimanere in carica anche oltre questa scadenza. Di certo, è stato proprio il generale Hlaing ad avviare il colpo di Stato lunedì: da allora è stato nominato leader del Myanmar per l'intero anno in cui troverà attuazione l'annunciato stato d'emergenza. Hlaing è una figura di spicco nelle forze armate locali da quasi un decennio, periodo in cui è stato capace di accumulare una grande ricchezza. Ha studiato legge prima di dedicarsi al servizio militare negli anni '70 e ha scalato costantemente i ranghi delle forze armate, fino a diventarne il comandante in capo nel 2011. Dopo lo scioglimento della giunta al potere in quello stesso anno, ha prestato servizio nel primo governo 'quasi' civile del Myanmar ed è stato in corsa per diventarne presidente. Tuttavia, la storica vittoria elettorale della Lega nazionale per la democrazia (NLD) nel 2015 ha forzatamente cambiato i suoi piani, consegnando il potere alla leader del Partito, Aung San Suu Kyi.

Con la Premio Nobel per la Pace come capo di Stato de facto, Min Aung Hlaing è apparso più coinvolto nella politica del Paese. Secondo Radio Free Asia, ha accumulato centinaia di migliaia di follower sui social media, sebbene i suoi account siano stati rimossi da Facebook e Twitter dopo la persecuzione della minoranza musulmana Rohingya da parte dell'esercito. Secondo le Nazioni Unite, i militari si sono resi responsabili di genocidio, con uccisioni di massa, stupri di gruppo, incendi dolosi e devastazioni di interi villaggi. A seguito di queste persecuzioni, nel 2017, più di 750.000 Rohingya sono stati costretti a fuggire nel vicino Bangladesh.

Due anni dopo, nel 2019, gli Stati Uniti hanno sanzionato Hlaing e altri tre alti ufficiali militari per le loro responsabilità negli abusi contro la minoranza musulmana. Il Tesoro degli Stati Uniti, ricorda oggi il Guardian, ha anche congelato i suoi beni con sede in Usa ed ha vietato ogni tipo di affare con lui e gli altri tre alti ufficiali del Myanmar. Nel luglio 2020, è stata invece la Gran Bretagna a imporre sanzioni contro Min Aung Hlaing, accusando lui e il suo vice comandante dell'esercito, Soe Win, di averre orchestrato violenze sistematiche sempre ai danni dei Rohingya.

Secondo alcuni esperti, Hlaing era notoriamente non cooperativo con il governo civile e particolarmente risentito per la popolarità della stessa San Suu Kyi. I due, stando alle indiscrezioni fatte circolare da alcuni consiglieri, non si parlavano da almeno un anno. Ma i loro rapporti si sono irrimediabilmente compromessi dopo la pesante sconfitta elettorale subita a novembre dal Partito di Unione per la solidarietà e lo sviluppo (Uspd), sostenuto dai militari, a vantaggio della Lega nazionale per la Democrazia. Una sconfitta che ha interrotto bruscamente il suo ambizioso piano di arrivare alla presidenza del Myanmar, ma che ha dato il via prima ai sospetti e poi alle accuse esplicite di brogli rivolte dalle forze armate a San Suu Kyi e ai suoi sostenitori.

La presidenza è stata affidata invecce a Myint Swe, che era il vicepresidente nominato dall'esercito. Subito dopo la sua nomina formale, Myint Swe, 69 anni, ha consegnato il potere proprio nelle mani di Hlaing. Secondo la costituzione del Myanmar del 2008, infatti, il presidente può consegnare la guida del Paese al comandante militare in caso di emergenza. Myint Swe è uno stretto alleato dell'ex leader militare Than Shwe, che si è dimesso per consentire la transizione a un governo quasi civile a partire dal 2011. Fu proprio con quella transizione che il Myanmar riuscì a sfuggire alle sanzioni internazionali che avevano isolato il regime per anni, ostacolando gli investimenti stranieri.

Sebbene non abbia mai avuto un profilo internazionale molto elevato, Myint Swe ha svolto un ruolo chiave nei rapporti con i militari e la politica, e tra queste due stesse componenti del Paese. È un ex primo ministro di Yangon, la città più grande del Myanmar, e per anni ha guidato il comando militare regionale. Durante le proteste popolari guidate dai monaci del 2007 conosciute a livello internazionale come la rivoluzione dello zafferano, si è incaricato di ristabilire l'ordine a Yangon dopo settimane di proteste. Ma lo ha fatto usando il pugno duro, con una repressione del dissenso che si è conclusa con l'uccisione di decine di persone e l'arresto di centinaia di manifestanti.

A capo del ministero dell'Interno, invece, è stato confermato il generale Soe Htut, 60 anni, che aveva assunto le redini del dicastero a marzo del 2020. Soldato in carriera, in passato ha anche guidato l'intelligence militare del Myanmar. Il ministero che dirige sovrintende alla polizia, alle carceri e all'intelligence. Sotto il governo civile del Myanmar, era uno dei tre dicasteri controllati dai militari, come da costituzione del paese, insieme a quelli della Difesa e del Confine. Secondo Human Rights Watch, Soe Htut è uno degli alti ufficiali del Myanmar sanzionati in passato dall'Unione europea per violazioni dei diritti umani legate al suo ruolo di guida del Comando meridionale dell'esercito.

Il ruolo di ministro della Difesa è stato affidato invece a Mya Htun Oo, 59 anni, entrato nell'accademia di Difesa del Myanmar nel 1980. Htun Oo è stato protagonista di una rapida ascesa nelle forze armate, diventando il capo di Stato maggiore dell'esercito, della marina e dell'aeronautica nel 2016. Prima del colpo di Stato, era considerato uno dei favoriti per sostituire il generale Min Aung Hlaing quando questi avrebbe raggiunto l'età pensionabile obbligatoria a luglio di quest'anno. Anche lui, però, sarebbe stato coinvolto nelle persecuzioni contro i Rohingya. Secondo Human Rights Watch, Mya Tun Oo avrebbe ricoperto infatti un incarico di comando dell'esercito durante la campagna del 2017 contro la minoranza musulmana.

U Wunna Maung Lwin, 68 anni, ha mantenuto invece il suo incarico di ministro degli Esteri. U Wunna Maung Lwin ha alle spalle una lunga storia militare, per avere prestato servizio per quasi tre decenni prima di ritirarsi con il grado di colonnello. È stato anche rappresentante all'Onu (2007-2011) e capo della diplomazia (2011-16) del Myanmar. Suo padre, il tenente colonnello Maung Lwin, è stato ministro degli Affari esteri dal 1969 al 1970.

Ministro della pianificazione, delle finanze e dell'industria è stato designato invece U Win Shein, che in passato ha ricoperto incarichi come viceministro dei Trasporti (2011-2012) e delle Finanze (2012). Nel 2013-2014 è stato presidente della Myanmar Investment Commission. La sua famiglia ha una lunga storia nel governo del Myanmar. Suo padre, San Shein, era un membro del comitato esecutivo centrale del Burma Socialist Program.