Comandante Noe Roma: "Allarme incendi ma difficile pensare a regia criminale"

(Adnkronos) - "Gli incendi che in poco meno di un mese sono divampati nella Capitale (4 in 24 giorni, ndr) rappresentano sicuramente un allarme e stiamo indagando senza escludere alcuna ipotesi. Tuttavia non ci sono ad oggi elementi certi che possano far ipotizzare una regia criminale". Lo dice all'Adnkronos il maggiore Emanuele Tamorri, comandante del Noe carabinieri di Roma, in merito alle fiamme che dall'impianto di gestione dei rifiuti fino agli autodemolitori hanno convinto il procuratore Lo Voi a convocare un tavolo al quale siederanno insieme proprio i carabinieri del Noe, della Forestale, i poliziotti, i vigili del fuoco, la protezione civile e gli agenti della Polizia Locale.

"Siamo partiti dall'incendio di Malagrotta, dove stiamo procedendo, e al momento non emergono significative evidenze in merito a una correlazione con i roghi di Casalotti, del Pineto e di Centocelle - spiega - Stiamo indagando su vasta scala e in maniera approfondita, sotto il coordinamento della direzione distrettuale antimafia di Roma anche con riguardo alla possibile pista criminale. Proprio alla luce del fatto che sono in corso le indagini, e tenuto conto della riservatezza delle stesse, la Direzione Distrettuale Antimafia ha richiesto il massimo impegno e accuratezza degli accertamenti anche in relazione ad episodi che hanno riguardato, tra gli altri, gli impianti Tmb Salario e Tmb di Albano".

"Sicuramente la situazione è molto seria - sottolinea il maggiore - e la filiera dei rifiuti è tra le più permeabili alle infiltrazioni mafiose, ma c'é un dato incontrovertibile: a Roma in passato ci sono stati episodi di corruzione tra politica e imprenditoria che hanno portato a una mala gestione delle criticità che affliggono la città. Nel Lazio coesistono sodalizi mafiosi e organizzazioni di tipo lobbistico-imprenditoriali che hanno da sempre il monopolio della gestione dei rifiuti. La dimostrazione è l'attività di indagine condotta dal Noe di Roma e che ha portato ad arrestare un imprenditore di Frosinone e un dirigente della Regione Lazio, proprio quello che dava l'autorizzazione agli impianti dei rifiuti".

(di Silvia Mancinelli)

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