Combattere l’obesità? Con i batteri intestinali

Nel mondo 2 miliardi di persone sono sovrappeso o obese (Getty)

Nel topo questi batteri hanno frenato l’ingrassamento, prevenendo l’obesità. Una strada che potrebbe essere utile anche nell’essere umano. Un gruppo di ricerca dell’Università dello Utah ha identificato un ceppo di batteri che in un modello animale, in particolare nel topo, prevengono l’ingrassamento e l’obesità. I batteri in questione fanno parte del nostro microbioma intestinale, l’insieme di tutti i microorganismi presenti nel nostro intestino, e rientrano nella classe dei clostridia. I risultati sono stati pubblicati su Science.

I risultati

I batteri intestinali clostridia includono 20-30 specie differenti, nella maggior parte dei casi sono buoni. I ricercatori hanno messo in evidenza come in alcuni topi, obesi nonostante una dieta equilibrata, la somministrazione di questi batteri ha portato un dimagrimento. I ricercatori hanno dimostrato che i clostridia riescono a prevenire l’aumento del peso, bloccando la capacità dell’intestino di assorbire il grasso. Una sorta di barriera che impedisce al grasso di attecchire.

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Come funziona

Già precedenti ricerche avevano messo in luce la presenza di un legame fra batteri intestinali e obesità. Studi sui topi, ad esempio, hanno mostrato che la composizione del microbioma intestinale può influenzare lo sviluppo di patologie metaboliche. Fino ad oggi, però, i meccanismi responsabili non erano ben noti.

L’importanza del sistema immunitario

Alcune cellule del sistema immunitario, i linfociti T helper follicolari, forniscono uno scudo all’animale contro l’obesità, promuovendo la produzione di particolari anticorpi, che proteggono del sovrappeso.

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Le possibili applicazioni

Il ruolo dei batteri clostridia potrebbe aprire nuove strade di ricerca. Questi microorganismi potrebbero servire per creare nuovi approcci terapeutici. Nel mondo, infatti, 2 miliardi di persone sono sovrappeso o obese.