Come è andata per i vini italiani a Prowine Singapore 2022

(Adnkronos) - Francesca Filippone è consulente per lo sviluppo e la vendita sui mercati asiatici di Food&Berverage italiano. Ha vissuto 16 anni in Asia e collabora con aziende italiane ed europee. È stata curatrice del primo vocabolario di vini e vitigni italiani in cinese edito da Gambero Rosso. Nel 2022 è iniziato il progetto Francesca's choice, una selezione limitata di vini italiani rivolta ai più importanti importatori asiatici. Al Prowine Singapore 2022 ha portato una collettiva di 16 produttori del settore wine and spirits.

Secondo il mio punto di vista la fiera di Singapore, alla sua prima edizione post covid, ha dato ottimi risultati e ha riservato grande attenzione al vino italiano nel mercato locale, nei mercati asiatici in generale e su Australia e Nuova Zelanda. I visitatori sono stati numerosi, nella media piuttosto preparati sui vini italiani e curiosi nel provare nuove chicche.

Tra le cantine da noi presentate stanno avendo molto successo quelle marchigiane, lombarde, friulane, toscane e piemontesi. Cresce l’attenzione nei confronti dei piccoli produttori, in particolare modo.

Singapore in particolare ha conosciuto e conosce ancora l'immigrazione di famiglie cinesi molto benestanti, che fuggono dalle restrizioni troppe dure imposte dal governo cinese. Altro fenomeno evidente è stato quello della presenza della clientela malese (clienti interessati ma ancora con scarsa conoscenza del territorio italiano) e vietnamita. Entrambe hanno una buona capacità di spesa e sono anche molto attratte da packaging particolari e a narrazioni legate alla sostenibilità.

La loro attenzione è di solito rivolta o a vini molto economici o molto costosi. A mio avviso questa è una chiara indicazione dello sviluppo di un mercato giovane e in crescita, legato principalmente al canale Horeca e al consumo privato.

Anche l'Indonesia si sta affermando sempre più come una piazza da tener d’occhio e non c’è più solo la solita Bali. In Korea continua la richiesta di vino naturale e biodinamico, soprattutto da parte di una clientela giovane, ma uno storico importatore più legato a clienti di mezz'età mi ha ribadito il loro amore per i vini tradizionali. Un produttore di gin artigianale ha notato la crescita esponenziale di richieste su tutta l'area, in particolare su Singapore, Korea, Thailandia e Nuova Zelanda, con la scelta prevalente di un consumo del prodotto in purezza. Abbiamo avuto anche in visita le più importanti compagnie aeree asiatiche che, un tempo esclusivamente orientate ai vini del Nuovo Mondo, ora cercano inserimenti italiani per i voli internazionali. Devo dire che si registra anche un’accettazione degli aumenti dei prezzi a listino, anche del 40 percento in più, senza particolari problemi.

Durante qualche pausa, ho colto l’occasione per scambiare un po’ di pareri con alcuni produttori di Bordeaux: per loro la fiera è stata piuttosto lenta e poca soddisfacente. Il motivo credo dipenda dal fatto che sempre più distributori asiatici stanno mostrando una certa “noia” nei confronti di tipologie di vini sempre simili a sé stessi, a causa della poca varietà di uve.

Insomma, il bilancio è più che positivo. Sicuramente il Padiglione Italia meriterebbe una visibilità maggiore, nonché un’organizzazione più puntuale. La Francia ad esempio è arrivata in Asia con un calendario di iniziative extra fiere davvero interessante, con eventi nelle location top della città. Sarebbe da prendere come esempio.Adnkronos - Vendemmie