Come è andato l'incontro tra Sergio Mattarella e Nancy Pelosi a Capitol hill

barbara tedaldi

Sergio Mattarella incontra l'altra faccia dell'America, quella delle istituzioni e dei Democratici. A Capitol hill, sede del Parlamento, il presidente della Repubblica incontra la speaker della Camera Nancy Pelosi, protagonista proprio in queste ore dell'ennesimo corpo a corpo, anche via twitter, con Donald Trump.

Dopo la scoppiettante giornata di mercoledì, tra tensioni sui dazi ed esuberanza di un incontenibile presidente Usa spasmodicamente concentrato sui propri guai con l'Ucrainagate e le accuse democratiche sulla Siria, il secondo giorno della visita del presidente della Repubblica in Usa è un ideale colloquio con l'altra metà di un paese diviso. Un paese la cui economia corre ma che si prepara a vedere il suo comandante in capo messo sotto inchiesta, per la terza volta nella storia; una vicenda che ovviamente non viene mai affrontata nei colloqui dei diversi leader americani con il presidente della Repubblica.

E intanto i risultati del faccia a faccia di mercoledì con Trump cominciano a farsi tangibili se il consigliere economico, Larry Kudlow, spiega che "Trump ha detto che esaminerà" le istanze dell'Italia, che vorrebbe scongiurare le tariffe anche perché Roma non è direttamente coinvolta negli aiuti di stato al consorzio Airbus e comunque non metterà dazi sulle auto. Nulla di deciso ancora, ma "ci sono sei mesi per negoziare".

Il colloquio di giovedì per il Capo dello Stato è stato sicuramente più morbido: molte le convergenze con la leader democratica, a cominciare dalla centralità del rapporto transatlantico che Trump mette in secondo piano. Se ieri Trump ha definito senza molta diplomazia l'avversaria "nervosa" e "politica di serie oggi Mattarella ha parlato di lei con grande cortesia come una donna dalla "forza gentile", ricordando la sua origine italiana.

Ma soprattutto la unità di vedute si è registrata sui temi fondanti i rapporti tra i due Paesi: la comune partecipazione alla Nato e il rapporto tra Usa e Ue. Quest'ultimo è stato nuovamente difeso dal Capo dello Stato, dopo gli attacchi di ieri di Trump, che lo ha definito "un asse fondamentale per la stabilità globale".

Quanto alla Nato, dopo le sollecitazioni a maggiori contributi italiani giunti dall'amministrazione Usa, Mattarella ha voluto ricordare che l'Italia, dopo il doloroso 11 settembre, ha affiancato le truppe americane in Afghanistan con il secondo contingente più numeroso della Alleanza. Ma il discorso si allarga ai valori fondamentali del rapporto tra le due sponde dell'Atlantico, basato su storia, democrazia, rapporti tra istituzioni e Parlamenti, legami umani.

Connessioni antiche che vanno rispettate e "protette da ogni minaccia", superando quindi gli interessi di ogni singola nazione, anche la più grande, per tutelare l'equilibrio collettivo e dare prospettive di "pace e sviluppo" a ognuno. Oggi il capo dello Stato sarà a San Francisco per una visita alla Silicon valley, all'università di Stanford che ospiterà il forum italia-Usa sull'innovazione e a due startup ideate da due giovani italiani.