Come è messa l'Italia con gli obiettivi di sviluppo sostenibile?

riccardo liguori

Dal Rapporto ASviS 2019 (l'ASvis è l'Agenzia italiana per lo sviluppo sostenibile) dal titolo “L'Italia e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile” emergono tutte le contraddizioni made in Italy. Da un lato, i ritardi e la mancanza di una chiara strategia di attuazione dell'Agenda 2030, dall'altro alcuni segnali incoraggianti, come l'impegno del governo a inserire nella Costituzione il principio dello sviluppo sostenibile, a dotarsi di un'agenda urbana, a orientare le politiche a favore della green economy, dell'economia circolare e della lotta alle disuguaglianze, comprese quelle di genere. 

Guardando ai dati relativi al periodo 2016 - 2017, l'Italia registra un miglioramento per nove Obiettivi su diciassette. Nello specifico si tratta dei seguenti punti:

  • Obiettivo 3: assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età;
  • Obiettivo 5: raggiungere l'uguaglianza di genere e l'empowerment di tutte le donne e le ragazze;
  • Obiettivo 8: incentivare una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, un'occupazione piena e produttiva ed un lavoro dignitoso per tutti;
  • Obiettivo 9: costruire una infrastruttura resiliente e promuovere l'innovazione ed una industrializzazione equa, responsabile e sostenibile;
  • Obiettivo 10: ridurre l'uguaglianza all'interno di e fra le Nazioni;
  • Obiettivo 11: rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili;
  • Obiettivo 12: garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo;
  • Obiettivo 16: promuovere società pacifiche e più inclusive per uno sviluppo sostenibile; offrire l'accesso alla giustizia per tutti e creare organismi efficienti, responsabili e inclusivi a tutti i livelli;
  • Obiettivo 17: rafforzare i mezzi di attuazione e rinnovare il partenariato mondiale per lo sviluppo sostenibile.

Una sostanziale stabilità si rileva per:

  • Obiettivo 4: assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età;
  • Obiettivo 13: adottare misure urgenti per combattere il cambiamento climatico e le sue conseguenze.

Peggiorano, invece, sei indicatori. Nello specifico:

  • Obiettivo 1: porre fine ad ogni povertà nel mondo;
  • Obiettivo 2: porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un'agricoltura sostenibile;
  • Obiettivo 6: garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell'acqua e delle strutture igienico-sanitarie;
  • Obiettivo 7: assicurare a tutti l'accesso a sistemi di energia economici, affidabili, sostenibili e moderni;
  • Obiettivo 14: conservare e utilizzare in modo durevole gli oceani, i mari e le risorse marine per uno sviluppo sostenibile;
  • Obiettivo 15: proteggere, ripristinare e favorire un uso sostenibile dell'ecosistema terrestre, gestire sostenibilmente le foreste, contrastare la desertificazione, arrestare e far retrocedere il degrado del terreno, e fermare la perdita di diversità biologica.

 “Un passo avanti per dotare l'Italia di una governance per l'Agenda 2030 è stato fatto con la costituzione della Cabina di regia “Benessere Italia”: è stata istituita con l'obiettivo di coordinare, quindi di monitorare, misurare e migliorare le politiche di tutti i ministeri nel segno del benessere dei cittadini. La Cabina dovrebbe favorire il coordinamento delle politiche economiche, sociali e ambientali volte al raggiungimento entro il 2030 degli Obiettivi di sviluppo sostenibile, come già previsto dalla Direttiva del Governo Gentiloni nella primavera dello scorso anno”.

Rapporto Asvis 2019

I risultati del periodo 2010-2017

Tra il 2010 e il 2017 l'Italia mostra segni di miglioramento in nove aree:

  • alimentazione e agricoltura sostenibile,
  • salute,
  • educazione uguaglianza di genere,
  • sistema energetico,
  • innovazione,
  • modelli sostenibili di produzione e di consumo,
  • lotta al cambia-mento climatico,
  • cooperazione internazionale.

Per sei aree, invece, la situazione peggiora:

  • povertà,
  • condizione economica e occupazionale,
  • condizioni delle città,
  • condizione dei mari,
  • ecosistema terrestre e qualità della governance,
  • pace, giustizia e istituzioni solide.

Per i restanti due Obiettivi - acqua e disuguaglianze - la condizione appare sostanzialmente invariata.

 

Confronto tra i paesi dell'UE: primo e ultimo posto

Quali sono i paesi che, relativamente ai 17 Obiettivi, si comportano meglio?

Vediamo i risultati in rifermento al 2017 (rispetto al 2010):

  • Obiettivo 1 (sconfiggere la povertà): le distanze tra Paesi sono qui molto profonde. Primo posto per la Repubblica Ceca, ultima la Bulgaria. L'Italia è quart'ultima;
  • Obiettivo 2 (sconfiggere la fame): primo posto per la Danimarca, ultima Malta. L'Italia è dodicesima (la sua performance supera quella della media Ue);
  • Obiettivo 3 (salute e benessere): prima la Svezia, ultima la Lettonia. Sesto posto per l'Italia;
  • Obiettivo 4 (istruzione di qualità): continua il primato della Svezia. Romania è alla posizione più bassa. Italia quart'ultima;
  • Obiettivo 5 (parità di genere): Svezia in testa, Ungheria ultima. Tredicesima posizione per l'Italia (con un punteggio di poco inferiore a quello della media Ue);
  • Obiettivo 6 (acqua pulita e servizi): non presente nel report;
  • Obiettivo 7 (energia pulita e accessibile): Portogallo in testa, ultima la Polonia. Quarta posizione per l'Italia;
  • Obiettivo 8 (lavoro dignitoso e crescita economica): Svezia torna in cima alla classifica. Ultima la Grecia, subito prima dell'Italia;
  • Obiettivo 9 (imprese, innovazione e infrastrutture): continua il primato della Svezia. Romania è ultima. Italia si colloca alla diciassettesima posizione;
  • Obiettivo 10 (ridurre le disuguaglianze): primo posto per la Finlandia, ultima la Bulgaria. Ventunesima posizione per l'Italia (tre posizioni più in basso rispetto alla media Ue);
  • Obiettivo 11 (città e comunità sostenibili): prima l'Irlanda, ultima la Romania. Italia è diciottesima (però in netto miglioramento rispetto ai dati precedenti);
  • Obiettivo 12 (consumo e produzione responsabili): primi i Paesi bassi. Italia seconda. Ultima l'Estonia;
  • Obiettivo 13 (lotta contro il cambiamento climatico): prima Malta, ultimo il Lussemburgo. L'Italia è settima;
  • Obiettivo 14 (vita sott'acqua): Paesi Bassi in testa, ultima la Svezia. L'Italia è diciassettesima;
  • Obiettivo 15 (vita sulla terra): Slovenia è prima, la Polonia ultima. Settimo posto per l'Italia;
  • Obiettivo 16 (pace, giustizia e istituzioni solide): Finlandia in testa, ultima la Grecia. Ventiduesima l'Italia (in significativo peggioramento rispetto al 2010);
  • Obiettivo 17 (partnership per gli obiettivi): Paesi Bassi in testa, ultima la Grecia. Sedicesima l'Italia (in peggioramento rispetto al 2010).

“La mancanza di una chiara e condivisa strategia di attuazione dell'Agenda 2030 non ha condotto il nostro Paese, a quattro anni dalla firma di quest'ultima, a fare quel salto di qualità che ha invece caratterizzato l'azione di altri Paesi. Se il Rapporto ASviS dell'anno scorso si apriva con le parole “non ci siamo”, gli eventi dell'ultimo anno hanno reso ancora più preoccupante il ritardo accumulato dall'Italia a causa dell'inerzia degli ultimi tre Governi e di una certa disattenzione dell'opinione pubblica, che pure tratta del tema del cambiamento climatico in modo più frequente e approfondito”

Rapporto Asvis 2019

Il ruolo dell'ASviS

Il Rapporto dell'Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, giunto alla quarta edizione, rappresenta uno strumento per analizzare l'avanzamento del Paese verso il raggiungimento dei 17 Obiettivi dell'Agenda 2030. Rappresenta una via per identificare gli ambiti in cui bisogna intervenire per assicurare la sostenibilità economica, sociale e ambientale del modello di sviluppo.

“A soli 11 anni dalla scadenza fissata dal piano d'azione delle Nazioni Unite, è necessario modificare significativamente le politiche pubbliche, nazionali ed europee, le strategie aziendali e i comportamenti individuali. L'urgenza è anche dettata dal fatto che 21 dei 169 Target in cui si articolano gli Obiettivi di sviluppo sostenibile prevedono obblighi riferiti al 2020 e che su buona parte di essi l'Italia è in grave ritardo”, denuncia il report.

Forte del contributo di 600 esperti delle oltre 220 organizzazioni aderenti all'ASviS, il Rapporto 2019 fornisce un quadro delle iniziative attuate a favore dello sviluppo sostenibile, valutando le politiche realizzate negli ultimi 12 mesi e avanzando proposte per accelerare il percorso dell'Italia Paese verso l'attuazione dell'Agenda 2030.