Come affrontare l'emergenza energetica: il "buio d'Egitto", I blackout svizzeri e il carbone tedesco

Notti sempre più buie

L'oscurità incombe a Giza, in Egitto.

il governo egiziano ha fatto una scelta drastica: abbassare le luci delle città per liberare energia (elettricità, in particolare) per l'esportazione e rafforzare le riserve di valuta forte. Più esportazioni di gas naturale significano più valuta forte, per un Paese che ne ha disperatamente bisogno e che - secondo gli esperti - dovrà, comunque, richiedere un nuovo prestito al Fondo monetario internazionale (FMI).

Elettricità ad intermittenza

Cosa ne pensano i residenti di Giza di questa situazione?
Mona Mousa, cittadina egiziana: "Ci sono frequenti interruzioni di corrente. Si verificano quando la gente sta lavorando o studiando, e durano molto a lungo. Ad esempio, la corrente può spegnersi alle 7 di sera e non tornare più fino al mattino successivo".

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"Le interruzioni di corrente sono sempre più frequenti". - Screenshot Video

Sohair, cittadina egiziana: "Sì, ci sono interruzioni di corrente causate dalla rottura del cavo, quindi l'elettricità si interrompe per circa un'ora e anche di più. Dicono che sia dovuto al calore e al sovraccarico. Cosi dicono".

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"Colpa del calore e del sovraccarico. Così dicono". - Screenshot Video

La dipendenza della Svizzera: blackout "programmati" in inverno?

Mentre alla Borsa di Amsterdam il prezzo del gas naturale - lunedì 29 agosto - è sceso a 273 euro al megawattora (MWh), la Svizzera - a causa della sua dipendenza dal gas russo e dall'energia nucleare francese - è costretta a prepararsi a carenze di energia e, persino, a dei blackout "programmati", nel corso del prossimo inverno. Il governo di Berna si sta preparando.

Con centinaia di centrali idroelettriche sparse sulle Alpi, la Svizzera produce energia più che sufficiente nei mesi estivi, ma per l'inverno è costretta a rivolgersi alle importazioni. Di solito non è un problema, ma quest'anno, con la guerra in Ucraina e la Russia che ha ridotto le consegne di gas a gran parte dell'Europa, la minaccia di una grave carenza di energia è incombente.

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Tensione...ad alta tensione. - Screenshot Video

Germania: nuova vita (temporanea) alle centrali a carbone

Un anno dopo la chiusura della centrale a carbone di Moorburg, vicino ad Amburgo, nel nord della Germania, il sito potrebbe presto riprendere vita, almeno temporaneamente, per garantire al paese le necessarie forniture energetiche.

La riduzione delle esportazioni di gas da parte della Russia, sulla scia della guerra in Ucraina, ha costretto Berlino a prendere la decisione radicale di riavviare le centrali a carbone. Ma i problemi infrastrutturali e logistici, la carenza di manodopera e l'opposizione degli ambientalisti si stanno rivelando grandi ostacoli per la ripartenza.