Come ci si comporterà nelle chiese dal 15 giugno

fase 3 chiese

Il Decreto firmato dal Premier Conte in data 11 giugno relativo alla fase 3 contiene, tra gli altri, un allegato relativo alle regole per le funzioni religiose: nelle chiese si entrerà in maniera contingentata e si dovrà mantenere una distanza interpersonale di almeno 1,5 metri.

Fase 3 nelle chiese

L’accesso individuale ai luoghi di culto, si specifica, si deve svolgere in modo da evitare ogni assembramento sia nell’edificio che nei luoghi annessi (ad esempio sacrestie e sagrato). Sarà compito del legale rappresentante dell’ente l’individuazione della capienza massima dell’edificio tenendo contro della distanza minima di sicurezza. A regolare gli ingressi saranno volontari e/o collaboratori che dovranno indossare adeguati dispositivi di protezione individuale, guanti monouso e un evidente segno di riconoscimento. Laddove la partecipazione attesa dei fedeli dovesse superare significativamente il numero massimo di presenze consentite, si potrà considerare l’ipotesi di incrementare il numero delle celebrazioni liturgiche.

Per favorire un accesso ordinato è consigliabile utilizzare più ingressi, eventualmente distinguendo
quelli riservati all’entrata da quelli riservati all’uscita. Durante l’entrata e l’uscita dei fedeli le porte dovranno rimanere aperte per favorire un flusso più sicuro ed evitare che porte e maniglie siano toccate. Per entrare nei luoghi di culto è obbligatorio indossare la mascherina e avere una temperatura corporea inferiore a 37,5 gradi centigradi.

Come nella fase 2, durante la celebrazione sarà omesso lo scambio del segno della pace. La distribuzione della Comunione avverrà dopo che il celebrante avrà curato l’igiene delle proprie mani e indossato guanti monouso. Tutte le strutture comprese le sagrestie dovranno poi essere igienizzate al termine di ogni funzione con idonei detergenti ad azione antisettica.