Come combattere la presbiopia nell’era dei pc e degli smartphone

Come combattere la presbiopia nell’era dei pc e degli smartphone

Roma, 22 nov. (askanews) – Come combattere la presbiopia nell’era dei computer e degli smartphone. Luigi Mele, dell’Università degli studi della Campania di Napoli, spiega, in occasione del congresso della Società oftalmologica italiana (Soi), come si sono evolute le lenti che la correggono.

La presbiopia è il disturbo dell occhio che perde elasticità con l avanzare dell età e ha maggiore difficoltà di mettere a fuoco, e si sviluppa solitamente intorno ai quarant anni.

“Ci sono condizioni in cui comparirà anche prima dei 40 anni, la cosiddetta pre-presbiopia, tipica di quei giovani che non hanno ancora compiuto i 40 anni ma stanno per compierli e che fanno molte applicazioni al videoterminale, al computer, il quale stimola lo spasmo accomodativo. Quel soggetto non sarà un soggetto presbite, ma un soggetto che pur non essendo ancora inquadrato nella presbiopia presenta i segni clinici della presbiopia, cioè quando sta al computer ha difficoltà a lavorare, quando vede il cruscotto della macchina lo vede sfocato, riesce solo ad avere una visione nitida e soddisfacente da lontano”.

Un problema che si è accentuato con la diffusione di smartphone e tablet:

“E evidentemente aumentata per la diffusione degli smartphone ma ancor di più l’aumento delle ore lavorate al computer: ormai tutte le classi lavorative lavorano al computer, pensiamo al cosiddetto impiegato videoterminalista che passa otto ore fisse al computer, ma anche il medico parte della sua giornata la passa al computer. E quindi si è continuamente soggetti all attività di contrazione dei muscoli ciliari e si può arrivare la sera ad avere uno spasmo del muscolo con sintomi simili alla presbiopia”.

Rispetto al passato, tuttavia, oggi ci sono lenti che correggono in modo efficace questo disturbo:

“Sicuramente la soluzione più adatta in questa fase storica sono le lenti correttive, l unico presidio ottico che ci permette di focalizzare, con un unica lente, ciò che è lontano e leggere da vicino. La storia delle progressive è stata travagliata. Quelle di prima generazione erano abbastanza rudimentali, e infatti la maggior parte dei pazienti non si adattava, non riusciva a capire qual era il gioco che doveva fare l occhio all interno di questo canale, dal lontano al vicino, e c era difficoltà di adattamento. Il sintomo classico che lamentava il paziente era quello di cadere per le scale o non riusciva a mettere bene a fuoco le macchine alle diverse distanze mentre guidava. Questo oramai è totalmente superato perché le lenti progressive sono costruite su parametri individuali: l occhiale, insieme alla montatura viene disegnato sulla faccia del paziente e viene calibrato sulle sue esigenze. E come un vestito su misura”.