Come evitare un lockdown della giustizia: le proposte degli avvocati civilisti

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AGI - No a un nuovo lockdown della giustizia. E' la richiesta degli avvocati civilisti al Guardasigilli Alfonso Bonafede, in questo quadro di seconda ondata di contagi da Covid-19 che tutto il Paese sta attraversando in queste settimane. L'Unione nazionale delle Camere civili, dunque, avanza al ministro alcune proposte, sottolineando che "proprio nel momento la crisi sociale ed economica, innescata dalla recrudescenza del fenomeno pandemico, torna a mordere più forte", va riaffermata "la centralità della giustizia, il cui blocco risulterebbe in un ulteriore danno e un aggravio delle condizioni per i cittadini, per le aziende e, in definitiva, per tutto il sistema Paese". Allo stesso tempo, gli avvocati chiedono che sia "assicurata la salute e la sicurezza di tutti coloro che al mondo della giustizia afferiscono, come professionisti del diritto, dipendenti dei tribunali o semplici utenti". 

Le proposte degli avvocati al ministro

Le proposte al ministro delle Camere civili riguardano in primo luogo la semplificazione della trattazione scritta delle cause, "prevedendo il ricorso all'e-mail per le note degli avvocati e i provvedimenti del giudice". Inoltre, i civilisti evidenziano la necessità di "adeguate strumentazioni di lavoro" per una "task force di personale che possa intervenire, tramite collegamento da remoto, in situazioni di particolare sovraccarico degli uffici giudiziari: a questo fine - sostengono - potrebbero essere adoperati i tremila nuovi computer già acquistati dal ministero".

Secondo l'Uncc, poi, "ferma restando la facoltà degli avvocati di scegliere se partecipare a un'udienza in presenza o in videoconferenza", bisogna "vietare che più cause siano fissate alla stessa ora", nonché "prevedere per legge che l'eventuale contagio dell'avvocato comporti la rimessione in termini rispetto a qualsiasi decadenza o preclusione, anche in relazione alle impugnazioni". Va semplificata, aggiungono ancora gli avvocati, anche "l'attività di cancelleria, consentendo che la formulazione e l'evasione delle richieste possa avvenire tramite e-mail". 

"Gli uffici non sono più in grado di reggere"

Per Antonio de Notaristefani, presidente dell'Unione nazionale delle Camere civili, "le proposte avanzate da Uncc non intendono essere soluzioni ottimali, bensì provvedimenti provvisori, parziali e minimi, che ci auguriamo possano venire accolti quanto prima dal ministero e contribuire così ad alleggerire un carico che molti uffici giudiziari italiani non sono più in grado di reggere nell'attuale situazione emergenziale".

"Le nostre sono, inoltre - aggiunge de Notaristefani - misure che possono essere di immediata adozione e applicazione, a costo zero. La cosa più importante è evitare in ogni modo un nuovo lockdown della giustizia italiana: non se lo possono permettere i cittadini, non se lo può permettere il sistema-Paese, non ce lo possiamo permettere noi avvocati".