Come fa la caffeina a tenerci svegli?

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Se ne bevono milioni ogni giorno con uno scopo preciso: ritrovare attenzione ed energie. Detto facile: stare svegli. E infatti quasi tutti non riescono a partire se al mattino non hanno la loro bella tazza di caffè o di tè. Il segreto è noto, e si chiama caffeina: è lei l’alleata cui ci si affida per trovare la benzina necessaria per affrontare la giornata o i momenti in cui la stanchezza si fa sentire.

Ma come fa, la caffeina, a tenerci svegli? Anzitutto, è un fatto che riesca a ridurre i tempi di reazione di un individuo e a provocare miglioramenti - lievi, ma effettivi - nella memoria verbale e nelle capacità visivo-spaziali. Una serie di esperimenti, infatti, ha evidenziato che tali miglioramenti si hanno dopo una o due tazzine di caffè al giorno: oltre, non ne derivano ulteriori benefici. Anzi, ciò che si riceve è un effetto negativo, come la stimolazione di stati di ansia o di diffuso nervosismo.

Secondo gli scienziati, la caffeina agisce sul cervello in diversi modi. Anzitutto facilita la liberazione, tra i neuroni, di ioni di calcio, cioè le sostanze che favoriscono la trasmissione degli impulsi nervosi; inoltre, essa riduce l’attività di tue tipi di recettori, e cioè quelle molecole capaci di legarsi a un’altra sostanza: nel caso specifico, questa sostanza è l’adenosina.

Si tratta di un neurotrasmettitore inibitorio: legandosi a uno dei suo recettori presenti su un neurone, l’adenosina rallenta alcune funzioni di quest’ultimo. In particolare, ne riduce l’attività elettrica. Bloccando il recettore, la caffeina impedisce il rallentamento dell’attività del neurone.