Come il maltempo è stato raccontato su Twitter

Kpi6 per Agi

L'Ilva a rischio chiusura tra le polemiche, Venezia sott'acqua, fiumi che esondano, viadotti che crollano e Alitalia che rischia il definitivo fallimento: l'Italia non sta bene, perde e cade a pezzi. E sui social un filo di malcontento lega tutti i disastri che in questi ultimi giorni hanno colpito il paese.

Quasi 20 mila conversazioni e 50 mila retweet e gli argomenti maggiormente discussi sono il crollo del viadotto sulla Savona-Torino e Venezia che affonda.

#Savona, crolla parte di un viadotto sull'autostrada #A6, altezza Madonna del Monte: #vigilidelfuoco al lavoro per la verifica di eventuali auto coinvolte pic.twitter.com/6cuOG4rZ2L

— Vigili del Fuoco (@emergenzavvf) November 24, 2019

“Stato di guerra”. Così ha definito la situazione il governatore della Regione Liguria, Giovanni Toti.

Abbiamo decine di chilometri di strade distrutte dal maltempo, due #autostrade su tre inagibili, chilometri di coda e persone che non raggiungono il posto di lavoro, camion incolonnati.Ieri ho parlato di stato di guerra: come altro si potrebbe definire tutto questo? #A26 #Liguria

— Giovanni Toti (@GiovanniToti) November 26, 2019

I diversi problemi del paese danno l'occasione a tantissimi di parlare e accostare argomenti diversi: immigrazione, reddito di cittadinanza, sovranismo, dissesto idrogeologico, terremotati. Ovviamente dall'analisi delle emozioni disapprovazione, rabbia, paura e tristezza sono presenti in oltre il 90% delle conversazioni. Tutti parlano di tutto, l'audience sovrappone temi, a volte con accostamenti azzardati, ma lo sconforto prevale e pare che più nessuno creda che il paese possa riprendersi.

Se #Atlantia ha pensato di barattare il suo ingresso in #Alitalia con lo stop alla revoca delle #concessioni per ##Autostrade si sbaglia di grosso. Sulla #revoca delle concessioni noi intendiamo andare avanti. pic.twitter.com/yiqGDai6jK

— Michele Gubitosa (@MicheleGubitosa) November 23, 2019

Vorrei convincere tutti che insieme possiamo sbloccare i 120 miliardi disponibili per strade, ferrovie, aeroporti, scuole. Contro il dissesto idrogeologico. Per far ripartire il Paese servono le infrastrutture e gli investimenti pubblici, serve #ItaliaShock #QuartaRepubblica

— Matteo Renzi (@matteorenzi) November 25, 2019

Invece di aggiustare ponti e viadotti regalano soldi ai lazzaroni del reddito di cittadinanza . E l'Italia va a ramengo.

— Vittorio Feltri (@vfeltri) November 27, 2019

 

Forza Italia e Fratelli d'Italia protagonisti sui social

Lombardia e Lazio sono i territori con più interesse da parte dell'audience: gli utenti di queste due regioni hanno pubblicato molti post su tutti i temi trattati, posizionandosi in cima alle classifiche per quantità di contenuti prodotti. Segno di civismo, indignazione e interesse. A seconda della collocazione geografica del problema, le comunità locali si interessano nello specifico: Emilia-Romagna per la piena del fiume Po, Liguria per il crollo del viadotto, Puglia per l'Ilva.

 

Passando in rassegna le forze politiche sui temi trattati si notano sensibilità e livelli di presenza molto diversi, sebbene la possibile chiusura dell'Ilva di Taranto sia l'argomento mainstream in grado di coinvolgere tutti gli schieramenti. La Lega è la più attiva proprio su Ilva (193 contenuti pubblicati) e l'acqua alta a Venezia con le relative polemiche sul Mose (79 tweet), ma molto meno attiva su Alitalia (argomento delicato, soprattutto per le implicazioni occupazionali), e pressoché assente sui problemi di Autostrade.

Notevole anche il contributo dei parlamentari di Forza Italia, solitamente non così attivi su Twitter, soprattutto per la distribuzione degli interventi su tutti i problemi trattati: Ilva (92 tweet) Venezia (88), Maltempo (85), Autostrade (26) e Alitalia (14).

Proprio Silvio Berlusconi nei giorni scorsi aveva annunciato un rafforzamento della comunicazione sui social, e si cominciano a vedere i risultati. La Lega si conferma la più attiva con 310 contenuti pubblicati sebbene, come accennato, con focus più stretto. 

Solo Fratelli d'Italia, con Giorgia Meloni, presidia con altrettanta partecipazione tutte i campi di discussione, sebbene con impatto quantitativo meno significativo: 305 tweet pubblicati da FI vs 87 da FdI.

L'esordio sulla scena politica di Azione, partito fondato da Carlo Calenda (sempre attivissimo su Twitter) coincide con una super attività proprio su l'Ilva, vicenda che proprio Calenda, in qualità di Ministro dello Sviluppo Economico nei Governi Renzi e Gentiloni, ha trattato direttamente.

Su Ilva Calenda è il più ritwittato con il 36% delle condivisioni, seguito da Matteo Salvini (12%). Anche Matteo Renzi sul centro siderurgico di Taranto è stato molto attivo e condiviso (7% di retweet). Mentre sull'acqua alta a Venezia è proprio Silvio Berlusconi a contendere a Salvini la maggior quantità di condivisioni. Molto attivo anche il Pd con 127 tweet, dedicati in prevalenza alle conseguenze del maltempo, persino concentrando più contenuti e commenti rispetto a quelli riferiti all'acciaieria di Taranto.

Bignami su #ILVA. Contro le baggianate dei tuttologi. Diffondete cortesemente. pic.twitter.com/FSTet30QnW

"Ma come fa a dirmi che non c'entra questo governo?"
Porro rifila una sonora lezione al viceministro del Pd sulla vergognosa faccenda dell'ex Ilva. Da ascoltare. pic.twitter.com/osDOtzJQLB

— Matteo Salvini (@matteosalvinimi) November 8, 2019

Salvini ci attacca su #Ilva? Ridicolo. La norma usata come pretesto da Mittal è stata votata dal SUO Governo grilloleghista. Non ho tempo per polemiche: Salvini vuole cercare un colpevole? Si faccia un selfie. Noi intanto lavoriamo per una soluzione. Ilva non deve chiudere

— Matteo Renzi (@matteorenzi) November 4, 2019
— Carlo Calenda (@CarloCalenda) November 17, 2019

Sono venuto a #Venezia per vedere e mettermi a disposizione. Ci sono stati grandi danni, ma ho trovato persone pronte a rimboccarsi le maniche, che non si lamentano ma hanno voglia di fare. Il Governo e l'UE devono dare risposte: io e @forza_italia stiamo facendo la nostra parte. pic.twitter.com/wDIfLheptQ

— Silvio Berlusconi (@berlusconi) November 14, 2019

Le istituzioni fanno sentire la loro voce sui social con il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte (12% dei retweet): “un colpo al cuore”. Suo e per di tutta l'Italia.​