Come profanare Lucio Dalla: un manuale di Mika ed Emma. Le pagelle di X Factor

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X FACTOR (Photo: X FACTOR/SKY)
X FACTOR (Photo: X FACTOR/SKY)

Cosa succede quando la peggior performance della quarta puntata di X Factor non è da imputare ai concorrenti ma a due giudici? È quello che mi sono chiesto dopo aver sentito Mika ed Emma Marrone interpretare “Anna e Marco” di Lucio Dalla in maniera approssimativa, imprecisa e banale. Quindi, se queste sono le premesse, i cantanti in gara non potevano che fare meglio.

Ecco, passiamo alla gara: Manuel Agnelli - unico giudice con tutti i concorrenti in gara - viene circondato da una malcelata alleanza tra Hell Raton, Mika ed Emma. La tattica funziona e il leader degli Afterhours perde i Mutonia. Esce, praticamente subito, anche Versailles. Ma ce lo siamo già dimenticato.

Erio: 6,5

Londra chiama ed Erio risponde a metà. Le sue performance sono costantemente sotto le aspettative. Non è ancora un “cervo che esce da foresta”, come diceva l’immenso Vujadin Boškov parlando di Ruud Gullit.

Nika Paris: 4,5

Teatrale e vivace come una recita adolescenziale in oratorio.

Le Endrigo: 7

Non cadono sotto i colpi di una imbarazzante assegnazione da parte di Emma. Per la prossima puntata chiedo ufficialmente di far eseguire a Le Endrigo un brano composto da una delle seguenti band: Tre Allegri Ragazzi Morti, Zen Circus, Ministri o Peter Punk.

Baltimora: 4

“La teatralità e l’inganno sono strumenti potenti”, dice Ra’s al Ghul in “Batman Begins” di Christopher Nolan del 2005. Ecco, Lucio Battisti non ha bisogno di inganni. Quindi tutti i virtuosismi di Baltimora sono pressoché inutili.

Mutonia: 7

Sono sempre brutti, sporchi e cattivi. Quindi sono una (quasi) perfetta band rock disturbante. Non meritavano assolutamente l’eliminazione e mi mancheranno.

Gianmaria: 9

Canta Lucio Dalla meglio di Mika ed Emma. Gianmaria è l’unico concorrente in grado di destreggiarsi nell’industria discografica italiana più pop. La sua inconsapevole maturità (o immaturità consapevole) è la sua forza.

Bengala Fire: 7,5

Inutile soffermarsi sullo stile preciso e sopraffino di questa band. Sono pronti per reggere un autentico live nei medio/piccoli, ma bellissimi, club italiani. La vera sfida, adesso, è quella di cantare in italiano. Il brano perfetto sarebbe “Ragazzo di strada” de I Corvi.

Fellow: 5

Canta finalmente in italiano ma il suo disagio è palpabile. Ritenta e sarai più fortunato.

Versailles: 2

Viene eliminato dopo circa un quarto d’ora e senza diritto di replica. Grazie a Versailles ho deciso di iniziare a raccogliere le firme per presentare un referendum per abolire il terribile miscuglio tra trap e punk.

Manuel Agnelli: 7

Conduce una battaglia solitaria contro il resto della giuria e alla fine perde i Mutonia. Nonostante ciò è l’unico giudice che propone realmente una visione alternativa della musica a X Factor.

Emma: 3

Sbaglia completamente l’assegnazione a Le Endrigo. I suoi commenti tecnici sono perfetti per “Uomini & Donne” di Maria De Filippi su Canale 5. X Factor è, evidentemente, un altro format.

Mika: 5

La sua passione per gli accenti, dall’Argentina all’Inghilterra, è l’unica cosa interessante della sua puntata. Con Fellow e Nika Paris deve osare maggiormente altrimenti avremo due desaparecidos in più nella collezione di X Factor.

Hell Raton: 4

Contesta e viene contestato dal pubblico. Non proprio il massimo per un discografico abituato a scalare le classifiche.

Ludovico Tersigni: 7

Migliora puntata dopo puntata. Sul finale gestisce con calma e sangue freddo il tentativo di Manuel Agnelli di sovvertire le regole, sempre bizzarre, del ballottaggio di X Factor.

Duetto Mika ed Emma: 1

Cantano e profanano “Anna e Marco” di Lucio Dalla. Meritano la denuncia per il reato di “performance oscena in diretta televisiva”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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