Come riconoscere l'intolleranza al lattosio

Bambino beve un bicchiere di latte (Associated Press).

Negli ultimi anni, le intolleranze alimentari hanno raggiunto un’incidenza importante sulla popolazione, e in particolare l’intolleranza al lattosio. Secondo uno studio, circa il 40% delle persone è predisposta a essere intollerante al lattosio, senza però avere delle forti evidenze o patologie in merito, e il 65% delle persone predisposte all’intolleranza al lattosio neppure sa di essere affetto da questo problema.

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L’intolleranza al lattosio in Italia

Secondo i dati forniti dall’EFSA nel 2010, soffrirebbe di intolleranza al lattosio circa il 50% della popolazione italiana, ed è generalmente ereditaria.

I neonati hanno livelli di lattasi elevati, e questo permette loro di digerire facilmente il latte. I livelli si riducono a mano a mano che si cresce, e in età adulta non si è più in grado di digerire elevate quantità di lattosio.

Secondo alcuni studi, circa il 13% dei bambini e il 10% degli adulti soffre di intolleranza al lattosio.

Cos’è l’intolleranza al lattosio?

L’intolleranza al lattosio è l’incapacità di digerire lo zucchero lattosio a causa della mancata produzione dell'enzima digestivo lattasi. In caso di deficit di lattasi, il lattosio non può essere digerito e assorbito, portando a diarrea, flatulenza e crampi addominali.

I sintomi dell’intolleranza al lattosio si accentuano mangiando cibi ricchi di lattosio, come il latte, mentre si riscontra meno con yogurt e formaggi stagionati.

I sintomi più comuni sono:

  • astenia;

  • coliche, crampi, dolori e gonfiore addominale;

  • diarrea e flatulenza;

  • nausea.

I soggetti con intolleranza al lattosio non riescono a tollerare il latte e altri prodotti caseari, che contengono lattosio.

Diagnosi

Per poter formulare una diagnosi, è necessario capire se i sintomi insorgono dopo il consumo di prodotti caseari e poi verificare effettivamente se si soffre di intolleranza sottoponendosi a test medici specifici.

Si può provare un periodo di dieta priva di prodotti caseari per 3 o 4 settimane. Se i sintomi scompaiono, per poi ricomparire quando si reintroducono questi prodotti, l’intolleranza è molto probabile.

La diagnosi deve comunque essere confermata da un medico specialista: il test più comune a riguardo è il Breath Test, o test del respiro.

Terapia

Come contrastare l’intolleranza al lattosio? La terapia prevede l’esclusione dalla dieta dei cibi contenenti lattosio: latte vaccino, latte di capra, latticini freschi, gelati, panna e molti dolci e biscotti contenenti latte. È necessario fare attenzione anche all’assunzione di prosciutti cotti e insaccati, nei quali il lattosio viene aggiunto come additivo al fine di mantenere una giusta morbidezza delle carni.

Si consiglia di evitare anche i cibi precotti, alcuni tipi di pane in cassetta e molti farmaci possono contenere lattosio.

Lo yogurt, invece, contiene naturalmente lattasi, prodotta da Lactobacilli, quindi può rimanere nella dieta.

Integratori

Per prevenire la carenza di lattasi, si possono assumere integratori di calcio.

Un’altra soluzione efficace è rappresentata dagli integratori di enzima lattasi: sono disponibili senza prescrizione medica e possono essere assunti quando si mangiano o bevono prodotti contenenti lattosio, così da riuscire a digerirli.

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