Come risollevarsi dopo una relazione che finisce: i consigli del mental coach Dario Silvestri

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Quando una relazione finisce, in particolare perché è stato il partner a interromperla, è il momento di rinascere. Non è facile ma il mental coach Dario Silvestri, uno dei maggiori esperti nell’ambito del miglioramento della performance e autore del best seller "Il potere del cambiamento", aiuta a inquadrare il problema da un'altra angolazione per risolverlo a partire dalla più classica domanda: “Mi ha lasciato, cosa devo fare?”. "E' un quesito che mette di fronte a un fatto crudo, una scelta che si subisce e un senso di vuoto. Cosa fare ora che, d’un tratto, sogni e obiettivi che si avevano in mente di conseguire insieme alla propria metà perdono linfa e ragion d’essere? Con la fine della relazione, si infrangono le promesse e i sogni fatti insieme. Si rimane soli di fronte a una pagina bianca. O quasi", spiega Silvestri che affronta l'argomento sul suo sito https://dariosilvestri.com/mi-ha-lasciato-cosa-devo-fare-ripartire-con-piu-forza/. In generale essere lasciati ha un forte impatto emotivo e non succede solo in una relazione di coppia. Può avvenire anche in altri ambiti, come quello lavorativo o famigliare e può accadere in seguito a una lunga crisi ma anche capitare all’improvviso, senza che l’altra persona abbia mai manifestato avvisaglie. In ogni caso si rimane disarmati e si attraversa un momento doloroso della propria vita. Essere lasciati è una sensazione peggiore di lasciare per un motivo di fondo: si subisce una decisione presa unilateralmente dall’altra persona. "Siamo vittime – commenta il performance coach - perché parte del dolore che proviamo deriva proprio dal rifiuto, dal sentirsi abbandonati, allontanati, traditi e scartati. Sentiamo una bruciante umiliazione, così come di aver subito una grande ingiustizia". Una scelta che apre una voragine di interrogativi: “Non ero sufficientemente bello, bravo, buono, forte, dolce, protettivo?”, “Cosa mi mancava per continuare a soddisfare quella persona?”. Si finisce per mettere in dubbio ogni cosa e alimentare le proprie paure legate alle più profonde insicurezze. "Un vortice che ci porta a passare a rassegna ogni momento e ogni parola per capire cosa è andato storto – aggiunge Silvestri - ma che non può aiutare a ottenere quello che si vorrebbe: il ritorno dell'altra persona". L'unica domanda sensata a cui rispondere è invece, cosa si deve fare per uscirne e il primo atto è accettare che è totalmente inutile continuare a rimurginare da soli sulla propria storia. Quindi vanno allontanati tutti questi pensieri a ritroso sulla propria relazione. Per il mental coach, se proprio si vuole sapere cosa è andato storto, l'unico modo è chiederlo al proprio ex partner ma è meglio aspettare di essere pronti ad ascoltare e accettare le risposte che darà. "Essere lasciati è un dolore fortissimo ma anche lasciare non è facile e l'altra persona, facendolo, ha dimostrato coraggio. Una scelta presa non per fare del male ma perché le cose non funzionavano e non c'era modo di continuare a provarci. Bisogna, suggerisce Silvestri, riflettere sul fatto che a volte le relazioni vengono portate avanti per inerzia e anche se con l'altra persona si sta comunque bene non c'è alcuno stimolo a cambiare. Intanto muoiono passione e complicità e le cose possono solo peggiorare. "Per questo essere lasciati può avere una connotazione molto positiva: obbliga ad agire", dice Silvestri. Solo così si può reagire in maniera costruttiva, costruendosi una percorso con una meta precisa da raggiungere. Si deve iniziare a raggiornare su qual è il proprio traguardo e a pianificare le tappe da percorrere per rinascere. "Un modo per sfruttare il proprio dolore – conclude Silvestri – come leva per andare oltre e avere sogni nuovi”.

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